7 Agosto 2026
Sardegna

Cagliari: la Guardia di Finanza scopre 100 yacht stranieri nascosti al fisco

Cento imbarcazioni, 48 milioni di euro di patrimonio sommerso, sanzioni che potranno raggiungere i 23 milioni. Sono i numeri dell’operazione Red Jack, la maxi-indagine condotta dal Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Cagliari nei porti della Sardegna, che ha portato alla luce uno dei fenomeni più diffusi e silenziosi dell’evasione fiscale nel settore della nautica da diporto: il cosiddetto flagging out.

Cosa si nasconde sotto la bandiera straniera?

Il meccanismo è semplice quanto efficace. Cittadini italiani , residenti fiscalmente in Italia , immatricolano i propri yacht e natanti in registri esteri, sfruttando normative più permissive per ridurre costi assicurativi e gestionali. Il problema è che questa pratica viene spesso usata anche per aggirare gli obblighi di trasparenza verso il fisco italiano: chi possiede un’imbarcazione registrata all’estero è tenuto a dichiararla nel quadro RW della propria dichiarazione dei redditi, pena sanzioni proporzionali al valore del bene. In molti casi, quella dichiarazione non arriva mai.

Come è nata l’indagine?

Tutto è partito nel 2025 da un ordinario controllo in mare. Gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno deciso di allargare il raggio d’azione, avviando una ricognizione sistematica e capillare nei porti sardi. Il lavoro certosino di incrocio tra i dati rilevati direttamente sulle banchine e quelli delle banche dati fiscali ha permesso di risalire ai proprietari delle imbarcazioni , distribuiti su tutto il territorio nazionale , attivando collaborazioni mirate con i reparti territorialmente competenti in base alla residenza di ciascun soggetto.

Il risultato è un’indagine di proporzioni eccezionali: 100 imbarcazioni con bandiera estera riconducibili a residenti italiani che non avevano mai dichiarato al fisco il possesso di quei beni, per un valore complessivo di mercato superiore a 48 milioni di euro.

Le sanzioni.

Le violazioni contestate potranno tradursi in sanzioni amministrative fino a 23 milioni di euro, calcolate in proporzione al valore d’acquisto o di mercato delle imbarcazioni non dichiarate. Un conto salato per chi aveva puntato sulla discrezione delle acque sarde per tenere al riparo dal fisco un patrimonio considerevole.