5 Marzo 2026
PoliticaSardegna

Cagliari, il conto delle spese comunali: tra inclusione, eventi e consulenze, i dubbi sulla congruità dei costi.

Si allarga il perimetro delle spese previste dal Comune di Cagliari nel Programma triennale degli acquisti di beni e servizi 2025-2027, e con esso cresce anche il numero delle voci che meritano una riflessione critica sulla congruità degli importi e sulla coerenza delle priorità amministrative.

Accanto alle spese già previste per consulenze, supporti tecnici e servizi informatici, spicca l’investimento da 3.850.320 euro complessivi per l’Agenzia sociale per la casa, uno dei capitoli più consistenti del piano. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare le politiche abitative e il contrasto all’emergenza casa, ma resta centrale la domanda sull’efficacia operativa di questa struttura: le risorse produrranno un aumento concreto dell’offerta abitativa e delle soluzioni per le famiglie in difficoltà o rischiano di disperdersi in costi di gestione e intermediazione?

Consistente anche la spesa per il noleggio operativo delle postazioni di lavoro informatiche (pc e accessori) per i dipendenti comunali: 75 mila euro nel primo anno, 350 mila nel secondo, 350 mila nel terzo e 525 mila euro nelle annualità successive. Complessivamente, si tratta di oltre 1,3 milioni di euro. Una scelta che, pur giustificabile con l’esigenza di aggiornamento tecnologico, solleva dubbi sul rapporto costi-benefici rispetto all’acquisto diretto delle dotazioni, che potrebbe risultare più conveniente nel medio-lungo periodo.

Sul fronte della sicurezza, il Comune prevede 104 mila euro in due anni per l’addestramento ed esercitazioni obbligatorie al tiro del Corpo di Polizia municipale. Una spesa legittima sul piano normativo, ma che si inserisce in un quadro più ampio di investimenti già rilevanti per la Polizia locale, come il nuovo affidamento triennale da 1,35 milioni di euro per gli indumenti professionali. Anche in questo caso, il tema non è la necessità degli interventi, bensì la proporzione dei costi rispetto ai risultati attesi.

Ampio spazio è riservato alle politiche educative e di inclusione. L’operazione di ricerca, animazione territoriale e accompagnamento contro la dispersione scolastica, nell’ambito del programma nazionale Metro Plus, vale 1.920.000 euro complessivi. A questi si aggiunge il Progetto Giovani Cagliari, servizio informativo dedicato ai giovani, con una spesa di 825 mila euro. Iniziative importanti ma che pongono un interrogativo ricorrente: quanto di queste risorse si tradurrà in interventi diretti e misurabili, e quanto invece andrà a finanziare apparati organizzativi e consulenze?

Capitolo a parte merita la lunga lista di spese legate alla Festa di Sant’Efisio, che nel programma triennale continua a pesare in modo significativo. Per il noleggio e la posa in opera delle tribune sono previsti 216 mila euro per il biennio 2025-2026 e altri 216 mila euro per il biennio 2027-2028. A queste cifre si sommano i costi per il servizio di realizzazione del festival di Sant’Efisio e degli eventi accessori: 188 mila euro per il 2024-2025 e ulteriori 172 mila euro per il 2027-2028, oltre ai 172 mila euro già stanziati per la direzione tecnico-organizzativa delle edizioni 2026 e 2027. Nel complesso, emerge un impegno finanziario frammentato ma continuo, che rende difficile una valutazione unitaria dei costi complessivi della manifestazione e alimenta dubbi sulla sostenibilità di una spesa che si rinnova quasi automaticamente.

Sul fronte ambientale, il servizio di assistenza all’Osservatorio comunale dei rifiuti comporta una spesa di 477.985,16 euro in tre anni. Anche in questo caso la domanda è se l’investimento si tradurrà in un reale miglioramento della gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata, o se rischia di restare confinato a un livello prevalentemente consulenziale.

Infine, tra le voci tecniche figura l’incarico di direzione lavori e direzione dell’esecuzione dell’appalto per la gestione integrata della manutenzione di strade e ascensori, per 678 mila euro. Un importo rilevante, che richiama l’attenzione sulla gestione complessiva della manutenzione urbana, spesso percepita dai cittadini come insufficiente nonostante l’entità delle risorse stanziate.

Nel loro insieme, queste spese delineano un’amministrazione che investe molto in strutture di supporto, servizi esternalizzati, eventi e programmi complessi, spesso finanziati su più annualità. La questione centrale resta però irrisolta: le risorse pubbliche sono impiegate nel modo più efficiente possibile?

In una città che continua a confrontarsi con criticità su trasporti, decoro urbano, manutenzioni e servizi essenziali, il rischio è che la moltiplicazione delle voci di spesa — ciascuna giustificabile singolarmente — finisca per allontanare l’azione amministrativa dalle esigenze quotidiane dei cittadini. È su questo equilibrio, tra ambizione progettuale e concretezza dei risultati che si gioca la reputazione dell’Ente comunale.