Cagliari, chioschi di viale Buoncammino: l’iter è fermo
Terminati i lavori di riqualificazione ambientale e paesaggistica, viale Buoncammino attende ancora il tassello che dovrebbe completarne il rilancio: i nuovi chioschi destinati a ristorazione e caffetteria. A oltre un anno dalla conclusione degli interventi che hanno restituito alla città uno dei suoi angoli più panoramici e identitari, l’apertura dei punti di ristoro previsti lungo la passeggiata resta bloccata.
Da qui la richiesta di alcuni consiglieri dell’opposizione al Sindaco, Massimo Zedda, con l’obiettivo di evidenziare che il rilancio definitivo dell’area sia strettamente legato alla presenza di nuove attività commerciali, pensate non solo come servizio per residenti e turisti ma anche come presidio utile alla cura e alla sicurezza dell’area.
Le linee guida, elaborate in collaborazione con il dipartimento DICAAR dell’Università di Cagliari e richiamate nel provvedimento, individuano con precisione cinque nuovi chioschi da installare lungo la passeggiata, di cui due destinati alla microristorazione e tre a caffetteria e gelateria. A rafforzare il percorso è intervenuta anche una mozione, approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, che punta al recupero, alla valorizzazione e all’affidamento ai privati dei chioschi cittadini, includendo espressamente le strutture previste a Buoncammino.
Nonostante queste indicazioni condivise da tutto il Consiglio, l’iter amministrativo necessario alla pubblicazione dei bandi e alla successiva assegnazione degli spazi risulterebbe, secondo i firmatari dell’interrogazione, ancora in una fase di stallo.
Il degrado in attesa dei bandi.
A preoccupare non è solo il ritardo in sé, ma le conseguenze che questo immobilismo del comune potrebbe avere sull’area. Alcune zone della passeggiata avrebbero infatti già iniziato a mostrare i primi segnali di criticità legati alla manutenzione del verde e al decoro urbano, un fenomeno che rischia di intaccare gli investimenti pubblici sostenuti per la riqualificazione, proprio nell’attesa che le nuove attività possano insediarsi e svolgere quella funzione di presidio e cura del territorio più volte richiamata.
Infine, l’interrogazione chiede quali misure provvisorie l’Amministrazione intenda adottare nel periodo che precederà l’assegnazione degli spazi, per garantire una manutenzione costante dell’area e scongiurare il rischio di degrado lungo una delle passeggiate più simboliche della città.
