13 Ottobre 2026
Sardegna

Cagliari celebra la ristorazione italiana: in piazza San Sepolcro il riso sardo è protagonista

Il profumo del riso e la vivacità di una piazza che torna a fare comunità. Ieri, nel cuore del centro storico di Cagliari, piazza San Sepolcro si è trasformata in un laboratorio a cielo aperto di cultura gastronomica e identità territoriale. La FIPE Sardegna – la Federazione italiana dei pubblici esercizi – ha scelto il modo migliore per celebrare la Giornata della Ristorazione Italiana, con un evento che ha messo insieme turisti, cittadini, operatori commerciali e, soprattutto, i giovani studenti dell’istituto alberghiero Gramsci di Cagliari.

Il riso: da alimento quotidiano a simbolo culturale.

Protagonista indiscussa della giornata è stata una materia prima che in pochi associano alla Sardegna, ma che sull’isola ha radici profonde: il riso. La Sardegna , come ha ricordato la dirigente di FIPE, Sara Pintus, “è la quinta regione italiana per produzione risicola, ma prima per qualità, tanto da esportare sementi anche in Asia”. Un prodotto d’eccellenza che nella tradizione sarda va ben oltre la cucina: la minestra di riso accompagna la nascita di un bambino, i chicchi lanciati sugli sposi portano fortuna e prosperità e il riso da sempre siede al centro della tavola nei momenti di festa e convivio. Una scelta non casuale, dunque, per una giornata pensata per unire le persone attorno alla cultura del cibo.

Ristorazione, foto Sardegnagol
Festa della Ristorazione, foto Sardegnagol

Una prima volta che punta i riflettori sui giovani.

Un debutto, è stato ricordato dai diversi interventi, che ha puntato con decisione sui giovani, coinvolgendo gli studenti dell’alberghiero Gramsci , i protagonisti dell’iniziativa. “Iniziative come questa servono alla cittadinanza”, ha spiegato il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, Marco Mainas: “I ragazzi dell’alberghiero hanno dato un contributo fondamentale, e il loro coinvolgimento rappresenta un tesoro per la comunità. È importante creare un match reale tra il mondo della scuola e quello dell’impresa e della ristorazione”.

Entusiasta anche Edoardo Frau, studente del Gramsci: “Questo evento è importante perché ci permette di mettere in pratica quello che impariamo a scuola e migliorare l’interazione con i turisti. Alcuni oggi erano incuriositi dai prodotti sardi e, in particolare, dall’asparago selvatico”.

La voce degli operatori: territorio, passione ed economia circolare.

“Abbiamo visto una piazza piena di persone, di curiosità e di entusiasmo – dichiara Emanuele Frongia presidente FIPE Sardegna –. Questo evento ha dimostrato ancora una volta quanto la ristorazione sia capace di creare comunità e generare valore sociale ed economico. La risposta del pubblico, dei turisti e dei residenti è stata straordinaria e conferma quanto sia importante continuare a investire in iniziative che valorizzino il territorio e le nuove generazioni”.

“Siamo qui per promuovere il prodotto, sostenere i giovani e fare animazione territoriale. Rappresentiamo una categoria e anche grazie all’iniziativa di oggi possiamo dimostrare la nostra passione per la cucina”, ha dichiarato Efisio Mameli, del noto locale Pani e Casu

L’assessore allo sviluppo economico e settori produttivi del Comune di Cagliari, Carlo Serra ha poi inquadrato l’iniziativa in una prospettiva più ampia: “Il territorio ha bisogno di queste attività per far scoprire la genuinità dei prodotti. Fanno comunità, costruiscono relazioni tra scuole e imprese e sono importanti per l’economia circolare. È un percorso che stiamo portando avanti e come amministrazione facciamo un plauso alla FIPE per questa iniziativa”.