5 Settembre 2026
PoliticaSardegna

Cagliari, blackout e stop all’acqua in piazza Yenne. Fipe: “Danno economico e d’immagine, serve pianificazione”.

Cagliari città turistica? Sembrerebbe di no, per imprenditori e consumatori, dopo l’ennesimo disservizio nel cuore di Cagliari: giovedì 21 agosto piazza Yenne, infatti, è rimasta per l’intera giornata alle prese con continui blackout elettrici e interruzioni nell’erogazione dell’acqua. Una situazione che ha paralizzato bar, ristoranti e locali della zona, costringendo molti esercenti a ridurre l’attività o chiudere i battenti, in uno dei periodi più intensi per il turismo cittadino.

Un ennesimo stop alla produttività per tante imprese locali che segue il guasto dello scorso 5 agosto al Poetto, quando la rottura della condotta di via dei Salinieri aveva lasciato a secco diverse attività imprenditoriali.

Una frequenza dei disservizi che, giustamente, solleva forti timori tra gli operatori locali, evidenziando che in Sardegna l’attività di impresa è sempre più ardua.

“È inaccettabile che in piena stagione turistica manchi una pianificazione seria dei servizi essenziali. Gli imprevisti possono capitare, ma quando diventano ricorrenti bisogna interrogarsi sull’efficienza della gestione”, denuncia Emanuele Frongia, presidente di Fipe Confcommercio Sud Sardegna.

Oltre al danno economico, gli operatori segnalano una perdita di immagine per la città: “Il problema – prosegue Frongia – non è solo l’interruzione in sé, ma l’assenza totale di comunicazione con chi gestisce o ripara i servizi. Tutto avviene senza logica né coordinamento, come se fosse normale che l’imprenditore debba adattarsi a subire e riorganizzarsi da solo”.

Fipe Sud Sardegna chiede quindi un confronto urgente con istituzioni e gestori per garantire continuità, affidabilità e trasparenza nella gestione dei servizi pubblici, così da evitare che episodi simili continuino a penalizzare le attività economiche del centro cittadino.

Ma, a prescindere dall’attivazione o meno di tale tavolo, il dato resta incontrovertibile: una volta esaurita la bolla turistica locale – che prima o poi inevitabilmente esploderà anche a causa di una gestione approssimativa dei servizi pubblici – cosa resterà del turismo cittadino?

foto Sardegnagol, riproduzione riservata