Cagliari-Bari, pochi spazi e biancorossi più cattivi: decide ancora Cheddira.

Il Bari conserva l’imbattibilità ed espugna l’Unipol Domus, fermando i sardi reduci da due vittorie consecutive.

Una partita caratterizzata da un’empasse che è andata avanti per praticamente tutta la gara, con squadre serrate e pochi spazi. Lo dimostra il dato che vede solo un tiro nello specchio per parte, nei quasi 100 minuti giocati compreso il recupero concesso da Fourneau nelle due frazioni di gioco.

Liverani conferma gli 11 titolari visti nella scorsa gara di Benevento, con l’unica eccezione di Carboni, in campo al posto dello squalificato Obert.

Primi 45 minuti piuttosto noiosi: le due squadre si fronteggiano senza riuscire a penetrare i rispettivi dispositivi di difesa e a impensierire in maniera significativa gli avversari. La squadra di casa sembra comunque avere qualcosa in più, e costringe i pugliesi a concedere più volte calci di punizione nei pressi della propria area di rigore per fermare le arrembanti offensive rossoblù.

Nel secondo tempo, la situazione appare in fase di stallo, e i due allenatori intorno al 60’ provano a smuovere le acque con qualche sostituzione: Bellomo per Botta (dopo che già al 46’ Mazzotta aveva sostituito Ricci) tra i biancorossi e Barreca e Luvumbo per Carboni e Rog tra i cagliaritani, con Viola che si sposta sulla sinistra e Nandez che arretra nel ruolo di mezzala.

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E’ il Bari a rendersi pericoloso per primo, con Di Cesare che sfiora lo specchio della porta dopo essere stato pescato in area su calcio piazzato.

Al 74’, vista la situazione completamente statica sul campo, i due tecnici provano a sfoderare qualche carta aggiuntiva per scardinare le maglie difensive della squadra opposta, inserendo rispettivamente Pavoletti e Deiola nella formazione di casa e Ceter in quella ospite.

Sono i galletti a trovare per primi la via del gol, grazie a Maita che al 77’ imbecca Cheddira in area. L’attaccante marocchino, al quinto centro in campionato, è bravo a inventarsi un controllo tra spalla e petto e beffare Radunovic in uscita, regalando il vantaggio ai suoi.

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All’85’ l’espulsione diretta di Pucino, protagonista di proteste eccessive, rinvigorisce le speranze di Viola e compagni, che si lanciano all’assalto alla ricerca del pareggio, ma i due ottimi tentativi di Pavoletti vengono fermati prima dalla bella parata di Caprile e poi dal palo. La difesa barese fa buona guardia e difende il vantaggio con le unghie e con i denti strappando il sesto risultato utile consecutivo e infliggendo al Cagliari la prima sconfitta stagionale all’Unipol Domus.

<<Non possiamo considerarci tra i favoriti del campionato>> commenta Mignani a fine gara <<ma stiamo facendo bene e oggi siamo stati bravi a sfruttare un’occasione decisiva con Cheddira che ha fatto un gran gol. La stagione è ancora molto lunga e la squadra è compatta e ci mette corsa e impegni. Le partite successive saranno sempre più difficili>>.

Deluso ma non troppo Liverani nel post-gara: <<La partita è stata equilibrata e la squadra ha disputato una buona partita, ma siamo stati poco incisivi negli ultimi 20 metri e abbiamo sbagliato troppo. Ho rimediato anche un giallo>> spiega il tecnico dei rossoblù <<per aver richiesto di rivedere una decisione. Non ho molta fortuna con Fourneau e, dal mio punto di vista, è stato difficile giocare questa gara tra perdite di tempo e giocatori in terra. Nessuna scusa comunque>>, conclude l’allenatore.

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Cagliari – Bari 0-1

Cagliari (4-3-3): Radunovic; Zappa (43’st Millico), Goldaniga, Altare, Carboni (17’st Barreca); Viola, Makoumbou, Rog (17’st Luvumbo); Nandez (29’st Deiola), Lapadula (29’st Pavoletti), Mancosu. All. Liverani.

Bari (4-3-1-2): Caprile; Pucino, Vicari, Di Cesare, Ricci (1’st Mazzotta); Maita, Maiello (38’st Benedetti), Folorunsho (38’st D’Errico); Botta (16’st Bellomo); Cheddira, Antenucci (29’st Ceter). All. Mignani.

Arbitro: Fourneau di Roma 1.

Reti: 32’st Cheddira (B).

Note: Ammoniti Rog, Carboni, Millico (C); Folorunsho (B). Espulso Pucino (B) al 40’st per proteste. Corner 1-0; Recupero: 3’ P.T. – 6’ S.T.