Cagliari, aggressione in Largo Carlo Felice: l’opposizione attende ancora la replica del sindaco
Una donna aggredita alle spalle, scaraventata a terra, trascinata per alcuni metri fino a colpire violentemente la testa contro un muro. È quanto accaduto, come noto, nella notte tra il 15 e il 16 luglio 2026 in Largo Carlo Felice, una delle arterie più centrali e frequentate di Cagliari.
L’episodio, avvenuto intorno alla mezzanotte in una zona abitualmente affollata da residenti, lavoratori e turisti, ha riacceso – contrariamente alla retorica istituzionale – il dibattito sulla sicurezza nel centro storico.
Non è la prima volta che il tema finisce sul tavolo delle istituzioni. Già lo scorso 20 aprile il Sindaco aveva incontrato in Prefettura il Prefetto e il Questore per discutere della sicurezza nelle vie del centro, chiedendo un rafforzamento dei presidi, dei controlli e della presenza di agenti a piedi. In quell’occasione era stata annunciata anche una collaborazione più stretta tra operatori economici, associazioni di categoria e forze dell’ordine, proprio alla luce dei ripetuti episodi di violenza e microcriminalità registrati nel cuore della città.
Ancora prima, il 18 dicembre 2025, Comune e Prefettura avevano rinnovato il Patto per la sicurezza urbana, un accordo pensato per intensificare la collaborazione tra forze di polizia, Polizia locale e Amministrazione nella lotta alla microcriminalità, allo spaccio, alla violenza di genere e ai problemi legati alla movida. Tra le misure previste figuravano il rafforzamento della videosorveglianza, il potenziamento dell’illuminazione pubblica nelle aree a rischio, l’attivazione di servizi interforze e la costituzione di una Cabina di regia permanente per monitorare i risultati.
Proprio la distanza tra gli annunci e i fatti è al centro dell’interrogazione presentata da alcuni consiglieri dell’opposizione. Secondo i firmatari l’aggressione nel Largo Carlo Felice dimostra che il tema della sicurezza non può essere affrontato solo con dichiarazioni d’intenti o interventi sporadici, pur riconoscendo che il coordinamento dell’ordine pubblico resta una prerogativa statale e che al Comune competono comunque strumenti importanti in materia di Polizia locale, videosorveglianza, illuminazione e manutenzione degli spazi pubblici.
Nel testo dell’interrogazione si chiede innanzitutto quali iniziative il Sindaco abbia assunto o intenda assumere dopo l’aggressione, e quali risultati concreti abbiano prodotto finora i tavoli convocati con Prefettura e Questura.
Nel provvedimento i consiglieri chiedono anche di sapere se e in che modo siano stati effettivamente attivati i maggiori controlli e il pattugliamento a piedi annunciati lo scorso aprile, con quale frequenza e in quali fasce orarie, e se la Cabina di regia permanente prevista dal Patto sia stata formalmente costituita e quante volte si sia riunita e quali decisioni operative abbia eventualmente adottato.
L’interrogazione chiede poi di fare il punto sullo stato di attuazione complessivo del Patto per la sicurezza urbana firmato nel dicembre 2025, oltre a dati precisi sul numero di telecamere attualmente attive in Largo Carlo Felice, in piazza Yenne e nelle strade limitrofe, e se le immagini riprese nella fascia oraria dell’aggressione siano già state messe a disposizione delle autorità competenti.
Non manca infine una richiesta di verifica sulle condizioni di illuminazione pubblica nel tratto di Largo Carlo Felice interessato dai fatti, insieme all’invito al Sindaco a valutare la convocazione urgente di un nuovo Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, per rafforzare i presidi soprattutto nelle ore serali e notturne. I consiglieri chiedono infine che l’Amministrazione fissi tempi precisi per riferire in Consiglio comunale sul lavoro svolto con Prefettura e Questura e sui risultati effettivamente conseguiti.
