Burocrazia Italia, il conto lo pagano le imprese: 674 milioni bruciati solo per le autocertificazioni
Tre milioni e quattrocentomila giornate lavorative bruciate ogni anno in attività amministrative a basso valore aggiunto, per un costo complessivo di 673,9 milioni di euro. È il prezzo che le imprese italiane pagano ogni anno per gestire le dieci autocertificazioni più diffuse nei rapporti con la pubblica amministrazione: in totale 27,5 milioni di pratiche, ognuna delle quali richiede in media 63 minuti di lavoro. A mettere i conti sul tavolo è la Fondazione Promo PA, in un report presentato oggi a Padova in occasione del convegno nazionale per i trent’anni del Registro delle Imprese.
Il punto più irritante, secondo le aziende interpellate nella survey, non è tanto il tempo richiesto quanto la ripetitività del sistema: dover ripresentare le stesse dichiarazioni a ogni nuova procedura con la PA ottiene un punteggio di criticità di 8,3 su 10, seguita dalla complessità degli adempimenti (7,4) e dalla difficoltà nel dialogo con gli uffici pubblici (7,4). La richiesta di moduli diversi da parte di amministrazioni diverse per la stessa autocertificazione si ferma a 7,2, ma fotografa un sistema ancora frammentato e scarsamente coordinato.
La soluzione esiste già, ma in pochi la conoscono. La Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND) , che interconnette le banche dati di INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate e Camere di Commercio , è nota solo al 17% delle imprese. Eppure proprio questo strumento potrebbe eliminare le autocertificazioni alla fonte, acquisendo i dati in tempo reale in modo automatico. InfoCamere ha indicato tre priorità operative: rendere obbligatoria la decertificazione per tutte le PA, accompagnare imprese e uffici pubblici con formazione e sportelli dedicati, e alimentare la piattaforma con i dati più richiesti. Dal convegno arriva anche una proposta concreta: portare le autocertificazioni direttamente sullo smartphone degli imprenditori attraverso l’app impresa-italia.it.
