8 Agosto 2026
Europa

Burocrazia europea, troppa carta e pochi risultati

Cittadini, imprese e amministrazioni locali da anni denunciano la stessa cosa: accedere ai fondi europei è un percorso ad ostacoli, fatto di strati sovrapposti di legislazione, requisiti amministrativi ridondanti e tempi di attuazione incompatibili con le reali esigenze economiche e sociali dei territori. A portare la questione in sede europea è stato l’eurodeputato italiano Aldo Patriciello, che ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione europea mettendo il dito nella piaga di uno dei problemi strutturali più sentiti dall’UE.

Al centro della critica c’è soprattutto l’impatto sproporzionato che questi oneri burocratici producono sui soggetti più deboli: le piccole e medie imprese, i comuni di minori dimensioni e gli enti con capacità amministrativa limitata. Per questi attori, la complessità procedurale non è un fastidio marginale ma spesso un ostacolo insormontabile che li esclude di fatto dalla possibilità di beneficiare delle risorse europee. Il rischio, avverte Patriciello, è duplice: da un lato l’inefficacia delle politiche comunitarie, che non riescono a dispiegare i propri effetti sul territorio; dall’altro una crescente percezione di distanza tra le istituzioni europee e i cittadini, con ripercussioni negative sulla fiducia nel progetto europeo.

L’eurodeputato ha chiesto alla Commissione se intenda varare un piano strutturato e coordinato per tagliare la burocrazia, con obiettivi misurabili di riduzione degli oneri amministrativi, in particolare nell’accesso ai fondi europei. Ha inoltre chiesto se si preveda l’introduzione di strumenti comuni per la semplificazione e la digitalizzazione delle procedure, con tempi certi, maggiore trasparenza e applicazione uniforme in tutti gli Stati membri.

La risposta della Commissione: piano da 37,5 miliardi.

La risposta del vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis, illustra le misure già adottate e quelle in cantiere. L’esecutivo europeo ha presentato una strategia complessiva di semplificazione, raccolta nella comunicazione “Un’Europa più semplice e più rapida”, che si pone l’obiettivo di ridurre gli oneri amministrativi di almeno il 25% per le imprese in generale e del 35% per le PMI, con un risparmio atteso di 37,5 miliardi di euro entro la fine del mandato.

Nel 2025 la Commissione ha già adottato dieci proposte cosiddette omnibus e altre iniziative di semplificazione, generando 15 miliardi di euro annui di risparmi amministrativi. La presidente von der Leyen ha inoltre annunciato una revisione approfondita dell’intero corpus normativo europeo per eliminare disposizioni obsolete, sovrapposizioni e ridondanze. Il piano aggiornato è stato presentato il 28 aprile 2026 con la comunicazione “Un corpus normativo UE più semplice, più chiaro e meglio applicato”.

Sul fronte della semplificazione digitale, la Commissione ha avviato nuovi strumenti di consultazione con le parti interessate. I contributi emersi hanno già alimentato alcune proposte di semplificazione.

Per il prossimo quadro finanziario pluriennale è prevista un’architettura con meno programmi e regole comuni tra i vari strumenti. Più di 30 portali online dedicati al bilancio europeo saranno accorpati in un unico punto di accesso. La Commissione punta inoltre a riutilizzare i dati già disponibili e a rendere strutturali i principi del “digitale per impostazione predefinita” e dell’una tantum , ovvero l’obbligo di fornire le stesse informazioni una sola volta, per alleggerire gli oneri di rendicontazione.

Resta da vedere se queste misure basteranno a colmare il divario tra le promesse di Bruxelles e l’esperienza quotidiana di chi si confronta con la macchina burocratica europea.

foto Benoit Bourgeois Copyright: © European Union 2014 – EP