13 Maggio 2026
EuropaSardegna

Burnout da lavoro, Castillo: “Riconoscere la malattia per tutelare la produttività”.

L’aumento dei casi di burnout sul lavoro preoccupa l’Europa. L’eurodeputato Laurent Castillo (PPE) ha sollevato un’interrogazione alla Commissione europea evidenziando che la definizione di burnout non è ancora armonizzata a livello Ue, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità parla già di una vera e propria “epidemia”.

Secondo il Well-Being at Work Index 2024, un lavoratore su tre dichiara di aver sperimentato burnout legato al lavoro negli ultimi cinque anni, con un costo medio per datore di lavoro di circa 14.840 euro per dipendente all’anno. Le conseguenze, sottolinea Castillo, non riguardano solo le persone ma anche l’economia, aumentando assenze, turnover e calo di produttività.

L’eurodeputato ha quindi chiesto alla Commissione se intenda rivedere la Direttiva 89/391/EEC sulla sicurezza e salute sul lavoro per introdurre una definizione comune di burnout, oppure se considerare il burnout come malattia professionale ai sensi della Raccomandazione 2003/670/CE. In particolare, si richiedono misure concrete per prevenzione, rilevazione precoce e supporto ai lavoratori colpiti.

Bruxelles finora ha indicato la necessità di sviluppare strumenti di monitoraggio e programmi di supporto alla salute mentale dei lavoratori, ma la mancanza di una definizione normativa uniforme complica l’adozione di politiche comuni. Gli esperti, infatti, sottolineano che interventi tempestivi sono essenziali per proteggere i lavoratori e ridurre l’impatto economico sulle imprese europee.