Bulgaria, il presidente Radev annuncia le dimissioni.
Il presidente della Bulgaria, Rumen Radev, ha annunciato la propria decisione di dimettersi dall’incarico in vista di elezioni parlamentari anticipate, aprendo di fatto la strada a una sua possibile candidatura alle prossime legislative.
“Questa è l’ultima volta che mi rivolgo a voi come presidente”, ha dichiarato Radev in un discorso televisivo alla nazione, precisando che le dimissioni formali saranno presentate martedì. Pur senza annunciare esplicitamente l’intenzione di scendere in campo, il tono dell’intervento ha lasciato pochi dubbi sulle sue ambizioni politiche.
Radev ha duramente criticato l’attuale classe dirigente, accusandola di aver “tradito le speranze dei bulgari con compromessi con l’oligarchia”. “La fiducia che mi avete accordato – ha aggiunto – mi impone di difendere lo Stato, le istituzioni e il nostro futuro”.
La Bulgaria, entrata nell’Unione europea nel 2007 e passata all’euro proprio questo mese, è bloccata da anni in una profonda crisi politica. Dal 2020 il Paese è attraversato da proteste anticorruzione e ha visto susseguirsi ben otto tornate elettorali in quattro anni, senza riuscire a garantire stabilità di governo.
L’ultimo primo ministro, Rosen Zhelyazkov, si è dimesso a dicembre dopo settimane di proteste contro il suo governo. Il suo esecutivo, entrato in carica nel gennaio 2025, era sopravvissuto a sei mozioni di sfiducia prima di cadere.
“Ci attende una battaglia per il futuro della patria”, ha affermato Radev nel suo messaggio. “Siamo pronti, possiamo farcela e ce la faremo”.
Figura polarizzante, il presidente uscente ha espresso in passato scetticismo sull’adozione dell’euro e ha assunto posizioni criticate come filorusse, arrivando a definire “una causa destinata al fallimento” il sostegno europeo all’Ucraina.
Secondo quanto annunciato, la vicepresidente Iliyana Yotova assumerà le funzioni di capo dello Stato ad interim, ruolo per il quale Radev l’ha definita una “degna guida del Paese”.
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