Bruxelles valuta una tassa minima UE sui super-ricchi: ma per ora resta tutto sulla carta.
Una tassa patrimoniale europea per i super-ricchi? Se ne parla in Europa, ma ancora nessuna decisione concreta sembrerebbe essere stata presa. L’ipotesi di un’imposta minima a livello UE sui grandi patrimoni, rilanciata di recente dal EU Tax Observatory, ha raggiunto i piani alti della Commissione, ma al momento resta infatti un esercizio teorico più che una proposta operativa.
A sollevare il tema, in modo diretto, è stato l’eurodeputato Fabio De Masi del gruppo dei Non Iscritti, che ha chiesto alla Commissione europea se intenda sostenere e trasformare in azione concreta l’idea di una tassazione minima coordinata per gli ultra-ricchi, così come suggerito dal rapporto dell’Osservatorio fiscale europeo. Nella risposta scritta arrivata il 16 maggio, il commissario Wopke Hoekstra ha confermato che il dossier è sul tavolo, ma la strada è ancora lunga.
“La Commissione prende atto della proposta dell’EU Tax Observatory,” si legge nella risposta ufficiale, dove si richiama anche alla recente Dichiarazione dei leader del G20 a Rio de Janeiro, nel corso della quale si è sottolineata la necessità di sistemi fiscali più equi e progressivi, insieme alla possibilità di una tassazione globale coordinata degli ultra-ricchi, su impulso della presidenza brasiliana del G20.
Tuttavia, Bruxelles evidenzia come, all’interno dell’Unione, le politiche fiscali restino profondamente eterogenee, in particolare sulla tassazione del capitale e dei patrimoni. Da qui, secondo la Commissione, prima di pensare a un’azione comune, servono precondizioni fondamentali, come il miglioramento dello scambio di informazioni sui beneficiari effettivi e una maggiore trasparenza sulla proprietà immobiliare e sugli asset finanziari.
Sul tema, recentemente, è stato avviato un nuovo studio dalla Commissione con l’obiettivo di valutare l’efficacia delle tasse patrimoniali esistenti nell’UE e nei Paesi terzi, per arrivare – forse – a delle conclusioni entro la fine del 2025. Ma, al momento, non c’è alcuna proposta legislativa concreta, né alcun impegno a breve termine.
Nel frattempo, Bruxelles continua a monitorare gli effetti dei sistemi fiscali sull’equità sociale attraverso lo strumento EUROMOD, il modello di microsimulazione che analizza l’impatto di tasse e sussidi sui redditi delle famiglie.
La proposta del EU Tax Observatory – una tassa dello 0,5% annuo sui patrimoni superiori a 5 milioni di euro – avrebbe il potenziale di generare fino a 213 miliardi di euro all’anno. Ma la vera domanda è: c’è la volontà politica per introdurla? Paesi come la Francia e la Spagna hanno già sperimentato forme di tassazione patrimoniale, spesso con risultati controversi o ritiri repentini. Altri, come Germania, Irlanda e Lussemburgo, restano fortemente contrari a qualunque imposta europea che possa toccare la loro autonomia fiscale.
Per ora, dunque, l’idea di una tassa europea sui super-ricchi resta un esercizio accademico con una forte valenza simbolica. Un messaggio politico in tempi di crescente disuguaglianza, più che una reale svolta fiscale.
