Bruxelles sotto accusa: “Così si indebolisce la democrazia europea”
Decine di organizzazioni della società civile e del mondo economico hanno lanciato un duro monito alla Commissione europea: il progetto di semplificare le procedure legislative rischia di minare i meccanismi democratici e di produrre norme opache e poco ponderate.
A gennaio l’esecutivo Ue ha annunciato l’intenzione di allentare le proprie regole interne per la redazione delle leggi, sostenendo che l’Unione deve poter reagire più rapidamente a un contesto geopolitico volatile e in costante mutamento. L’idea è introdurre nuove linee guida che consentano di ridurre le lunghe valutazioni d’impatto e le consultazioni pubbliche, in modo da permettere azioni rapide e decisive in situazioni d’urgenza.
Timori per trasparenza e qualità delle leggi.
Le reazioni, però, sono state immediate. Nei contributi pubblicati sul sito della Commissione, ONG, sindacati, accademici e rappresentanti dell’industria avvertono che una simile svolta potrebbe portare a decisioni prese a porte chiuse, senza un’adeguata analisi delle ricadute economiche, sociali e ambientali.
Con un simile meccanismo decisionale, il risultato continuerà ad essere caratterizzato da leggi scadenti, opacità e influenze private ed esterne, contraddicendo i principi della buona amministrazione, trasparenza e responsabilità.
Minacce geopolitiche usate come arma.
“Finchè c’è guerra c’è speranza” potrebbe essere considerato oggi lo slogan della Commissione di Ursula: un esecutivo che di fatto ha strumentalizzato le tensioni geopolitiche per smantellare gli standard di protezione sociale in Ue. Un tentativo calcolato di istituzionalizzare la deregolamentazione attraverso la porta di servizio, sacrificando il diritto dei cittadini a partecipare alla formazione delle leggi.
Senza contare l’ampia strategia di deregolamentazione avviata dalla Commissione, che ha già presentato dieci “omnibus” legislativi in settori come agricoltura, tecnologia, difesa, chimica e tutela ambientale. Iniziative accusate di essere state portate avanti senza adeguate valutazioni. E’ noto, infatti, che inversioni regolatorie improvvise rischiano di creare un senso di ingiustizia e di introdurre proprio quell’incertezza che la semplificazione dovrebbe ridurre.
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