Bruxelles riflette su un’età minima più alta per i social.
L’ultima Indagine giovanile Ö3 2025 ha acceso i riflettori su una questione sempre più urgente: il rapporto tra adolescenti e social media. Il sondaggio, condotto in Austria, ha rivelato che l’85% dei ragazzi tra i 15 e i 16 anni si dice favorevole all’introduzione di un’età minima di 16 anni per accedere alle piattaforme social, in netto contrasto con la soglia attuale di 13 anni, prevista dalla maggior parte dei provider, ma spesso facilmente aggirabile.
In risposta a un’interrogazione parlamentare presentata dall’eurodeputato Lukas Mandl (PPE), la Commissione europea ha confermato che la protezione dei minori online resta una priorità assoluta, sottolineando il ruolo centrale del Digital Services Act (DSA), entrato in vigore recentemente, che impone nuovi obblighi di trasparenza e responsabilità alle grandi piattaforme digitali.
Pur precisando che l’età minima è stabilita direttamente dai fornitori di servizi online, la Commissione non esclude future riflessioni sull’innalzamento di tale soglia, valutando i possibili benefici in termini di salute mentale, contrasto alle dipendenze digitali, disinformazione e incitamento all’odio, ma anche i rischi di un eventuale innalzamento dell’età, come la perdita di opportunità creative, la diminuzione dei contatti internazionali e l’emergere di sistemi alternativi per aggirare le regole.
Nel frattempo, Bruxelles ha avviato procedimenti nei confronti di TikTok, Instagram e Facebook per possibili violazioni del DSA in materia di protezione dei minori, in particolare per quanto riguarda fenomeni legati alla dipendenza e ad altri effetti nocivi.
La Commissione sta inoltre preparando linee guida dedicate alla tutela dei minori online, che offriranno agli operatori del settore un quadro chiaro per garantire sicurezza, privacy e benessere digitale. Altre iniziative in corso includono il piano “Better Internet for Kids+” (BIK+), la strategia contro il cyberbullismo, e il futuro Digital Fairness Act, oltre a un’indagine su scala europea che punta a valutare in modo scientifico l’impatto dell’uso eccessivo dei social sulla salute mentale dei giovani.
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