9 Agosto 2026
Europa

Bruxelles richiama 26 Paesi UE: ritardi nell’adozione delle direttive su energia, difesa e sanzioni.

La Commissione europea ha avviato nuove procedure di infrazione contro 26 Stati membri per il mancato recepimento completo di importanti direttive dell’Unione. In particolare, l’Esecutivo europeo ha inviato lettere di costituzione in mora a quei Paesi che non hanno ancora comunicato l’adozione delle misure nazionali necessarie a trasporre alcune direttive chiave nei settori di energia, trasporti, giustizia, salute e difesa.

Il richiamo arriva dopo la scadenza dei termini previsti per la trasposizione, e rappresenta il primo passo formale in un procedimento che potrebbe culminare con un deferimento alla Corte di giustizia UE.

Nel mirino della Commissione c’è innanzitutto la Direttiva (UE) 2023/2413, che introduce regole rafforzate per promuovere l’uso delle energie rinnovabili in tutti i settori dell’economia. La normativa stabilisce obiettivi più ambiziosi per edifici, trasporti, industria, riscaldamento e raffreddamento, prevedendo anche strumenti trasversali come il rafforzamento delle garanzie di origine, l’elettrificazione dei consumi, lo sviluppo dell’idrogeno verde e criteri più stringenti per la bioenergia.

Il termine per notificare la piena trasposizione della direttiva era il 21 maggio 2025, con una prima scadenza anticipata al 1° luglio 2024 per alcune disposizioni autorizzative. Ad oggi, solo la Danimarca ha rispettato i tempi.

Tra i Paesi non in regola figurano Italia, Francia, Germania, Spagna, oltre ad altri 22 Stati membri. Entro due mesi, dovranno completare il recepimento e notificare le misure adottate, pena il passaggio alla fase successiva della procedura d’infrazione, ovvero l’invio di un parere motivato.

Oltre al dossier energia, la Commissione ha aperto un’altra procedura di infrazione contro 18 Stati membri, inclusa l’Italia, per mancato recepimento della Direttiva (UE) 2024/1226 sulla criminalizzazione delle violazioni delle misure restrittive dell’Unione.

La direttiva, adottata nel contesto delle sanzioni imposte alla Russia dopo l’aggressione all’Ucraina, armonizza le definizioni di reato e le sanzioni penali in tutta l’UE per chi viola o elude tali misure. L’obiettivo è rendere più efficace l’applicazione delle sanzioni, facilitando indagini e procedimenti penali a livello europeo.

Anche in questo caso, gli Stati membri avevano tempo fino al 20 maggio 2025 per notificare l’attuazione. La Commissione ha dato ora due mesi di tempo per regolarizzare la situazione, prima di valutare ulteriori passi legali.

L’azione della Commissione sottolinea l’urgenza di una piena e tempestiva attuazione del diritto dell’UE, soprattutto su temi strategici come l’energia pulita e il rispetto delle sanzioni internazionali.