Bruxelles: ricerca e formazione per colmare la carenza di lavoratori qualificati.
La carenza di manodopera qualificata si conferma come una delle principali sfide per la crescita economica e l’innovazione tecnologica nei Paesi dell’Unione europea. A incidere sul fenomeno sono fattori strutturali come l’invecchiamento della popolazione, la scarsa corrispondenza tra i sistemi educativi e le esigenze del mercato del lavoro, oltre alla crescente domanda di competenze digitali e tecniche.
Sul tema e, soprattutto per difendersi dalle accuse di inerzia, la Commissione europea ha ricordato le iniziative già avviate “per rafforzare la strategia di attrazione e formazione dei talenti, soprattutto nei settori cruciali per la transizione verde e digitale”.
Tra le misure “Choose Europe”, lanciata dalla presidente Ursula von der Leyen il 5 maggio, che prevede uno stanziamento di 500 milioni di euro tra il 2025 e il 2027. In sostanza, un nuovo “super grant” del Consiglio europeo della ricerca per attrarre i migliori ricercatori a livello globale (sperando non porti a questi risultati) e un progetto pilota delle azioni Marie Skłodowska-Curie per portare in Europa giovani scienziati all’inizio della loro carriera.
Parallelamente, l’Action Plan on labour and skills shortages delinea 87 azioni che coinvolgono UE, Stati membri e parti sociali, spaziando dal sostegno allo sviluppo delle competenze all’attrazione di talenti da Paesi terzi. “A queste – reca una recente nota della Commissione von der Leyen – si affiancano nuovi partenariati per le competenze, il cofinanziamento di Centri di eccellenza per la formazione professionale e il rafforzamento delle Skills Academies dedicate alle tecnologie a zero emissioni e alla cybersicurezza.
Un passo ulteriore (ma attendiamo i risultati prima di cantare vittoria) è rappresentato dalla creazione della EU Talent Pool, destinata a facilitare il reclutamento di lavoratori non UE nei settori più carenti, e dalla recente adozione della “Union of Skills” (5 marzo 2025), che introduce strumenti come un Consiglio europeo di alto livello sulle competenze, un Osservatorio europeo sull’intelligence delle competenze e una nuova raccomandazione UE-27 su istruzione e formazione.
Entro il 2026 la Commissione presenterà inoltre una Strategia europea per l’istruzione e la formazione professionale e una Skills Portability Initiative per favorire il riconoscimento delle competenze. A completare il pacchetto, è attesa una nuova strategia sui visti per i lavoratori qualificati, insieme a partenariati rafforzati per attrarre talenti da Paesi terzi.
Ma, ad oggi, dai Paesi extra Ue arriva di tutto, fuorchè manodopera qualificata…
foto Benoit Bourgeois Copyright: © European Union 2014 – EP
