Bruxelles punta sull’educazione finanziaria per i giovani: in arrivo la strategia UE.
L’educazione finanziaria torna al centro del dibattito europeo dopo l’intervento dell’eurodeputato Dan-Ștefan Motreanu (PPE), che ha sollecitato la Commissione a rafforzare l’insegnamento delle competenze finanziarie tra i giovani europei, integrandole nei programmi scolastici e potenziando la formazione degli insegnanti.
La richiesta è nata da un confronto, lo scorso 4 marzo, tra la Commissaria Albuquerque e un gruppo di giovani europei – studenti, imprenditori emergenti e professionisti del settore finanziario – che hanno denunciato un grave divario formativo: i concetti di risparmio, investimento e gestione del denaro sono spesso ignorati nei percorsi scolastici, lasciando intere generazioni impreparate ad affrontare l’inflazione, il debito, il mercato immobiliare e le sfide del sistema pensionistico.
Pur riconoscendo che l’istruzione è competenza esclusiva degli Stati membri, la Commissione europea ha confermato, nella sua risposta dell’8 luglio, che una strategia europea sull’educazione finanziaria sarà presentata entro il terzo trimestre del 2025. L’obiettivo sarà ampio: promuovere la consapevolezza, facilitare il dialogo tra Paesi membri, diffondere le migliori pratiche e ampliare le opportunità di finanziamento per progetti dedicati.
“L’educazione finanziaria è una competenza fondamentale per la vita,” ha dichiarato Albuquerque, ricordando che già nel 2023 la Commissione aveva pubblicato, insieme all’OCSE, un quadro di competenze finanziarie rivolto ai giovani. Inoltre, programmi europei come Erasmus+ e Fondo Sociale Europeo+ continueranno a sostenere iniziative locali per migliorare l’alfabetizzazione finanziaria.
Il problema è particolarmente evidente nei Paesi Ue, dove una larga fetta di giovani adulti non possiede nemmeno le basi della finanza personale. La conseguenza? Difficoltà nel gestire il bilancio familiare, scarsa propensione al risparmio, vulnerabilità a truffe e investimenti rischiosi, e una dipendenza crescente da aiuti statali o debiti.
Secondo Motreanu, introdurre l’educazione finanziaria nei curricula scolastici è una “urgenza democratica e sociale”. I giovani, dice, devono essere messi in grado di prendere decisioni consapevoli già da adolescenti, anche per colmare il crescente deficit di investimento privato nell’economia europea.
Un altro punto critico emerso nel dibattito è che molti insegnanti non sono preparati a trasmettere nozioni di finanza. La Commissione, in linea con le richieste dei giovani partecipanti al confronto, ha espresso il proprio sostegno alla creazione di programmi formativi specifici per il personale scolastico, inseriti all’interno dell’iniziativa “Union of Skills”.
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