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Bruxelles: “Nessun finanziamento per promuovere religioni o credenze”.

La Commissione europea chiarisce la sua posizione sui finanziamenti a progetti legati a tematiche religiose. Rispondendo a un’interrogazione scritta dell’eurodeputato Harald Vilimsky (PfE), l’Esecutivo comunitario ha precisato che “non finanzia programmi o progetti volti a promuovere alcuna religione o credo”.

La risposta, firmata il 10 settembre 2025 dal commissario Brunner, sottolinea che la Commissione è impegnata a evitare che fondi europei vadano a persone o organizzazioni coinvolte in pratiche criminali o non etiche, comprese attività legate al terrorismo o contrarie ai valori dell’Ue.

“I progetti candidati ai finanziamenti vengono valutati da esperti indipendenti sulla base di criteri di selezione e di assegnazione prestabiliti. Solo le proposte meglio classificate ricevono sostegno economico. Il regolamento finanziario dell’Ue prevede regole precise per garantire parità di trattamento, trasparenza, cofinanziamento e divieto di doppio finanziamento. Prima di assegnare i fondi, la Commissione esegue controlli approfonditi sui beneficiari, che devono anche firmare una dichiarazione d’onore attestando di non trovarsi in situazioni di esclusione. In caso di frode, corruzione, gravi irregolarità o violazioni dei valori dell’Unione, i finanziamenti possono essere sospesi o revocati e l’ente responsabile escluso da futuri programmi tramite il sistema di rilevazione ed esclusione anticipata (EDES)”.

Chissà perché, parlando di puntuale monitoraggio europeo, si stanziano 10 milioni di euro per lo studio del Corano a un consorzio che non ha neanche un sito internet consultabile e accessibile

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