10 Agosto 2026
Europa

Bruxelles nega l’import di gas russo attraverso l’Azerbaigian.

La Commissione europea ha smentito che parte del gas acquistato dall’Unione Europea tramite l’Azerbaigian provenga in realtà dalla Russia, come ipotizzato da un’interrogazione parlamentare presentata dall’eurodeputato francese Jean-Paul Garraud (PfE).

L’accusa: “Gas russo rivenduto da Baku a Bruxelles”.

Nell’interrogazione, Garraud ha denunciato quella che ha definito una “contraddizione politica e morale” dell’Unione Europea. Secondo l’eurodeputato, infatti, l’UE avrebbe aggirato il proprio embargo energetico importando gas da Baku, che a sua volta lo acquisterebbe da Mosca per rivenderlo a prezzo maggiorato ai Paesi europei.

L’accordo, firmato nel luglio 2022 tra la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e il presidente azero Ilham Aliyev, prevedeva un aumento progressivo delle forniture da 12 miliardi di metri cubi nel 2022 a quasi 20 miliardi nel 2027, nell’ambito del piano REPowerEU per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia.

La replica di Bruxelles: “Nessun gas russo nel Corridoio Meridionale”.

Nella risposta ufficiale, il commissario europeo Jørgensen, a nome della Commissione, ha respinto le accuse, sottolineando che il Corridoio Meridionale del Gas (SGC), la principale infrastruttura di transito tra il Mar Caspio e l’Europa, “è connesso esclusivamente ai giacimenti azeri e non è integrato con la rete nazionale di gas della Russia”.

Bruxelles ha precisato inoltre che l’Azerbaigian nel 2023 ha importato meno di 1 miliardo di metri cubi di gas russo, destinato al solo consumo interno, mentre nel 2024 ha esportato oltre 25 miliardi di metri cubi, metà dei quali verso i Paesi dell’Unione. “La differenza dei volumi – spiega la Commissione – mostra la netta sproporzione tra le quantità importate e quelle esportate”.