Bruxelles, la Commissione Ue: “Grave distruzione del patrimonio culturale palestinese, serve rispetto del diritto internazionale”.
La Commissione europea ha espresso oggi preoccupazione per la sistematica distruzione del patrimonio culturale palestinese nel contesto del conflitto in corso, ribadendo il proprio impegno a sostegno degli artisti, intellettuali e istituzioni culturali della Palestina. A confermarlo, l’intervento odierno dell’Alto rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, arrivato in risposta alla denuncia dell’eurodeputato Giorgos Georgiou sull’intenzionale smantellamento della base culturale palestinese da parte di Israele.
Episodi recenti, d’altronde, confermano l’intenzione di Tel Aviv di procedere lungo questo sentiero, come ricorda la distruzione del Rashad Al-Shawwa Cultural Centre, del Museo di Al-Qarara, e il raid del 10 febbraio contro la Educational Bookshop, simbolo della resistenza culturale palestinese. Secondo Georgiou, queste azioni configurerebbero un vero e proprio “genocidio culturale”.
La Commissione ha risposto affermando che la distruzione di beni culturali in contesti di guerra rappresenta una violazione grave del diritto internazionale umanitario, e ha condannato gli attacchi deliberati contro infrastrutture civili, educative e culturali. Ha inoltre riaffermato il suo sostegno alla Convenzione dell’Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato, esortando al rispetto universale delle norme internazionali a tutela del patrimonio dell’umanità.
“L’Unione europea, si legge ancora nella nota, continuerà a supportare attivamente il settore culturale palestinese, promuovendo il pluralismo e dando voce agli artisti, scrittori, poeti e accademici che resistono nonostante il conflitto. La salvaguardia dell’espressione culturale è una componente fondamentale della costruzione della pace e della comprensione reciproca”, ha sottolineato la Commissione, che ha anche ricordato il sostegno a progetti di documentazione e accountability per i crimini commessi contro il patrimonio culturale palestinese da parte di Israele.
Pur evitando di qualificare apertamente la distruzione come “genocidio culturale”, la Commissione ha lasciato intendere che la protezione del patrimonio culturale palestinese rappresenta una priorità nel quadro delle sue politiche esterne, anche attraverso il finanziamento di iniziative locali e il dialogo con la società civile.
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