Bruxelles e il nodo della sanità pubblica: nel nuovo bilancio UE sparisce il fondo dedicato alla salute.
Il nuovo Quadro finanziario pluriennale 2028–2034 (QFP) proposto dalla Commissione europea fa discutere sul fronte della sanità pubblica.
Secondo l’eurodeputato Dimitris Tsiodras (PPE, Partito Popolare Europeo), la proposta non prevede un fondo specifico dedicato alla salute, come invece accadeva con il programma EU4Health nel periodo 2021–2027.
L’assorbimento della sanità all’interno del più ampio Fondo per la competitività, insieme a biotecnologie e innovazione, solleva dubbi sulla priorità attribuita alla tutela della salute pubblica nel futuro bilancio dell’Unione.
La denuncia: “La salute rischia di perdere autonomia e priorità”.
In un’interrogazione scritta rivolta alla Commissione europea, Tsiodras esprime preoccupazione per la mancanza di una linea di finanziamento autonoma in materia di sanità, avvertendo che questa scelta potrebbe indebolire gli investimenti strategici nel settore.
Il parlamentare richiama anche un recente rapporto del Parlamento europeo, nel quale si sottolinea che il prossimo bilancio UE “deve basarsi sui progressi compiuti nel periodo in corso, garantendo gli investimenti necessari per costruire una vera e propria Unione europea della salute a beneficio di tutti i cittadini”.
Secondo Tsiodras, la decisione di accorpare la salute con altri settori “più orientati al mercato” rischia di mettere in secondo piano le politiche pubbliche sanitarie, proprio in un momento in cui l’Europa dovrebbe consolidare le lezioni apprese dalla pandemia.
Il contesto: dal programma EU4Health alla nuova architettura finanziaria.
Il programma EU4Health, lanciato nel 2021 in risposta alla crisi sanitaria da COVID-19, aveva rappresentato un salto di qualità nella coordinazione sanitaria europea, finanziando piani di preparazione alle emergenze, campagne di prevenzione e potenziamento dei sistemi sanitari nazionali.
Con la nuova proposta per il periodo 2028–2034, Bruxelles punta invece su un approccio più integrato e trasversale, unendo sanità, innovazione biotecnologica e competitività industriale.
Ma questa scelta – spiegano diversi osservatori – potrebbe diluire le risorse destinate alla salute, riducendo la capacità dell’UE di intervenire con strumenti mirati in caso di crisi sanitarie o emergenze epidemiologiche.
Verso un’Unione europea della salute (ancora tutta da costruire).
Negli ultimi anni, la Commissione ha più volte ribadito la volontà di costruire una “European Health Union”, capace di coordinare risposte comuni, condividere dati sanitari e garantire accesso equo ai farmaci e alle cure.
Tuttavia, la mancanza di un fondo dedicato nel nuovo bilancio rischia di frenare questo progetto politico, trasformandolo in una cornice senza mezzi concreti.
Una sfida per la prossima Commissione.
Il dibattito sul futuro del bilancio 2028–2034 è solo alle prime battute iniziali, ma la questione sanitaria si annuncia come uno dei terreni più sensibili. Tra vincoli di spesa, priorità climatiche e pressioni geopolitiche, Bruxelles dovrà dimostrare di non relegare la salute pubblica a voce secondaria, ma di considerarla – come chiede il Parlamento – una pietra angolare dell’integrazione europea.
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