6 Giugno 2026
Cultura

Bridgerton torna a Cagliari: la serie Netflix diventa musical al Teatro Massimo

C’è un filo invisibile che lega la Londra dell’era Regency all’Italia di oggi. E passa dal palcoscenico del Teatro Massimo di Cagliari, dove venerdì 29 maggio alle 21 torna, dopo il grande successo della scorsa stagione, “Bridgerton – Una storia Regency”, il musical tratto dalla serie Netflix che ha conquistato milioni di spettatori in tutto il mondo.

Lo spettacolo è firmato dall’associazione culturale S’ardmusic e porta la firma artistica di due cagliaritane, Stefania Secci Rosa ed Elisa Lombardo, ideatrici e registe della messa in scena. Un progetto che ha convinto anche il Ministero della Cultura: “Bridgerton – Una storia Regency” è infatti vincitore del Bando Siae “Per Chi Crea”, riconoscimento che ne certifica il valore culturale e la capacità di innovare il linguaggio dello spettacolo dal vivo.

Basata sui romanzi di Julia Quinn e lanciata su Netflix nel 2020 dalla produttrice Shonda Rhimes, Bridgerton è diventata in pochi anni molto più di una serie tv: un fenomeno culturale capace di rimettere al centro del dibattito temi urgenti come il fat shaming, la condizione femminile, le disuguaglianze sociali e l’identità di genere. Protagonista è una giovane donna fiera del proprio corpo, ma ancora marginalizzata da una società che , nonostante i secoli trascorsi , non sembra poi così lontana dalla nostra.

“Lo spettacolo intende indagare gli argomenti fondanti della saga, trasponendoli in un invisibile fil rouge tra passato e presente”, si legge nelle note di regia. Un approccio volutamente introspettivo, che punta a toccare corde profonde in spettatori di ogni generazione.

Uno degli aspetti più originali del progetto è il modo in cui è stato costruito il cast: molti dei giovani performer sono stati reclutati tramite un’audizione pubblicizzata direttamente sui social media, abbattendo le barriere tradizionali di accesso al mondo dello spettacolo. Da lì è nato un vero e proprio collettivo, che si è formato attraverso mesi di lavoro intenso su canto, recitazione, danza e presenza scenica.

La preparazione ha coinvolto un gruppo di professionisti d’eccezione: le lezioni di tecnica vocale e gli arrangiamenti sono stati curati dalle stesse Secci Rosa e Lombardo; l’interpretazione e la presenza scenica da Federica Putzolu; le coreografie dalla danzatrice Silvia Bandini. L’attore Jacopo Cullin ha tenuto masterclass di preparazione attoriale, mentre le armonizzazioni , duetti, trii, quartetti, fino a ensemble corali più ampi , sono state sviluppate con Stefania Liori.

Sul palco, a sorprendere sarà anche la scelta musicale: le composizioni originali del violinista e compositore Matteo Gallus spaziano tra metal, pop, rock, rockabilly e punk , tutto rigorosamente reinterpretato in chiave Regency. Un cortocircuito stilistico volutamente provocatorio, perfettamente in linea con lo spirito della serie originale.

A completare l’allestimento, le scenografie di Marina Brunetti Marinetti, i costumi di Chiara Carta e il disegno luci di Stefano Delitala. In scena anche il World music Choir, che arricchisce le armonizzazioni con una dimensione corale più ampia e internazionale.

foto Sara Deidda