8 Giugno 2026
Sardegna

Brevetti, frena l’innovazione italiana in Europa.

Nel 2024 rallenta la capacità innovativa dell’Italia sul fronte europeo. Le domande di brevetto presentate da titolari italiani all’European Patent Office (EPO) si attestano a 4.612, con una flessione di 168 unità rispetto al 2023 (-3,5%). Un dato negativo che, pur restando superiore del 25% ai livelli di dieci anni fa, segnala un passo indietro in un contesto internazionale sempre più competitivo.

In questo scenario poco brillante emergono però alcune eccellenze territoriali. Bologna e Modena guidano la classifica delle province con la crescita più marcata delle domande di brevetto. Bologna registra 383 invenzioni pubblicate, 43 in più rispetto al 2023, mentre Modena sale a 233 domande, con un incremento di 40 unità. Seguono Firenze, Bergamo e Pavia. Complessivamente sono 45 le province italiane che nel 2024 mostrano un saldo positivo.

Il quadro complessivo, elaborato da Unioncamere e Dintec, evidenzia tuttavia un rallentamento diffuso. «L’innovazione resta un fattore cardine per la competitività delle imprese», sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. «La flessione della capacità brevettuale registrata nel 2024 è probabilmente legata alle incertezze del contesto internazionale. L’Italia resta indietro rispetto ad altri Paesi europei nella ricerca industriale e nei brevetti: è necessario rafforzare il legame tra impresa e ricerca».

Milano si conferma la capitale italiana dei brevetti in Europa con 670 invenzioni pubblicate, ma registra un ulteriore calo (-28 rispetto al 2023). Tra le province in maggiore difficoltà spiccano Monza e Brianza e Chieti, mentre il rallentamento del capoluogo lombardo pesa sul bilancio complessivo.

Dal punto di vista territoriale, il Nord Ovest rimane l’area a più alta intensità innovativa, con 1.885 domande pubblicate (41% del totale nazionale), nonostante una contrazione di 157 brevetti. Segue il Nord Est con 1.771 domande (+11), pari al 38%. Cresce il Centro, che raggiunge 695 domande (+31) e il 15% del totale, mentre il Mezzogiorno arretra sensibilmente: 263 brevetti, 52 in meno rispetto al 2023.

A livello regionale, Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Piemonte e Toscana concentrano quasi l’80% delle domande italiane di brevetto europeo. I saldi più positivi si registrano in Emilia-Romagna (+62), Toscana (+39), Sardegna (+11), Lazio (+8) e Basilicata (+7).

Anche l’analisi settoriale restituisce un quadro a doppia velocità. Produzione e trasporti restano il principale motore dell’innovazione con 1.485 domande, in lieve crescita. Tengono i settori tradizionali, mentre arretrano quelli ad alta intensità tecnologica: fisica (-69) ed elettricità (-46) perdono complessivamente oltre 100 brevetti. Una dinamica che segnala la necessità di rafforzare gli investimenti nei comparti più avanzati.

Tra le Key Enabling Technologies, le Advanced Manufacturing Technologies si confermano al primo posto con 710 domande. Crescono fotonica e materiali avanzati, ma arretrano ambiti strategici come la biotecnologia industriale e soprattutto le micro e nanoelettroniche, che crollano da 53 a 17 domande.

Nel settore energetico restano stabili le tecnologie per le energie alternative, mentre calano l’immagazzinamento di energia e la gestione dei rifiuti. Marginali ma in lieve crescita le soluzioni per l’agricoltura e l’energia nucleare.

Nel complesso, i dati del 2024 restituiscono l’immagine di un’Italia che mantiene solide basi nei settori tradizionali e in alcune aree territoriali d’eccellenza, ma che fatica a consolidare la propria presenza nei comparti tecnologicamente più avanzati, cruciali per la competitività futura.

foto Sardegnagol riproduzione riservata