5 Settembre 2026
Sport

Bosnia, le associazioni delle vittime chiedono all’UEFA di sanzionare il Borac Banja Luka per la “glorificazione” di Mladic

Diverse associazioni delle vittime della guerra in Bosnia hanno presentato un esposto all’UEFA, chiedendo l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti del club calcistico FC Borac Banja Luka. Secondo quanto riportato martedì dall’agenzia bosniaca FENA, le organizzazioni denunciano episodi ripetuti e documentati di esaltazione del criminale di guerra Ratko Mladic durante le partite della squadra.

L’accusa: simboli e striscioni durante le partite

Le associazioni sostengono che i tifosi del club di Banja Luka abbiano più volte esposto simboli, striscioni o messaggi che celebrano la figura di Mladic, l’ex comandante militare dei serbo-bosniaci condannato dal Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia per genocidio, crimini contro l’umanità e crimini di guerra commessi durante il conflitto del 1992-95. Secondo i denuncianti, questi episodi rappresentano una violazione grave dei regolamenti UEFA, e l’organismo del calcio europeo dovrebbe ora avviare un’indagine per accertare le responsabilità del club e, se le violazioni fossero confermate, adottare provvedimenti disciplinari.

Chi era Ratko Mladic?

Mladic era stato condannato all’ergastolo nel 2017 dal tribunale dell’Aja, e la sentenza era stata confermata in appello nel 2021 dal Meccanismo residuale delle Nazioni Unite per i tribunali penali internazionali. L’ex generale, noto come il “macellaio di Bosnia”, aveva guidato le forze serbo-bosniache responsabili, tra l’altro, del massacro di Srebrenica del 1995 , in cui furono uccisi circa 8mila uomini e ragazzi musulmani, riconosciuto come genocidio dai tribunali internazionali , e dell’assedio di Sarajevo. Era morto lo scorso 27 agosto, all’età di 84 anni, in un ospedale carcerario dell’Aja dove stava scontando la pena.

Il nodo della memoria divisiva nei Balcani.

Il caso riporta al centro dell’attenzione un tema che da anni attraversa il calcio bosniaco e più in generale la regione balcanica: la persistenza, in alcune tifoserie e settori dell’opinione pubblica serbo-bosniaca, di forme di celebrazione di figure condannate per crimini di guerra, nonostante le sentenze definitive dei tribunali internazionali.

Sarà ora l’UEFA a dover valutare se le prove raccolte dalle associazioni delle vittime siano sufficienti per l’apertura di un procedimento formale nei confronti del Borac Banja Luka.

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