16 Ottobre 2026
Sardegna

Borutta è tra le dieci “Luminous Destinations” di Visit Italy.

Il turismo italiano cambia rotta e prova a liberarsi dall’ossessione dei grandi numeri. Alla BIT di Milano Visit Italy ha presentato “Luminous Destinations”, progetto nazionale che dal 2026 individuerà ogni anno dieci mete simbolo di un viaggio più lento, diffuso e rispettoso dei territori. Tra queste c’è Borutta, piccolo centro del Mejlogu, scelto come esempio di Sardegna autentica capace di accogliere senza snaturarsi.

L’iniziativa nasce in risposta a un quadro sempre più complesso. Il report dell’Osservatorio Turismo di Visit Italy fotografa un settore in crescita – oltre 479 milioni di presenze nel 2025 – ma segnato da forti squilibri e da un elevato tasso di saturazione nelle destinazioni più note. Gli stranieri rappresentano ormai il 55% dei flussi, restano più a lungo e spendono di più, mentre il turismo domestico rallenta. Prenotazioni digitali e intelligenza artificiale orientano le scelte, ma cresce anche il bisogno di esperienze radicate nella vita reale dei luoghi e delle comunità.

È qui che entra in gioco il ruolo dei “lifers”, gli abitanti che custodiscono identità e relazioni e che diventano parte integrante dell’offerta turistica: “Vogliamo valorizzare i territori che dimostrano come il turismo possa generare valore senza compromettere l’anima dei luoghi – spiega Ruben Santopietro, CEO di Visit Italy –. Il benessere delle comunità locali deve essere parte della qualità dell’esperienza”.

Tra i dieci esempi selezionati per il 2026 spicca Borutta, dominata dalla Cattedrale di San Pietro di Sorres, unico monastero benedettino dell’isola. Un borgo che propone un viaggio fatto di silenzio, paesaggio rurale intatto e architettura romanica, lontano dalle rotte congestionate. L’area del Mejlogu custodisce inoltre una straordinaria stratificazione archeologica, tra testimonianze nuragiche e grotte naturali, segni di una storia millenaria ancora percepibile.

L’inserimento di Borutta tra le “Luminous Destinations” vuole affermare un modello diverso di sviluppo: turismo culturale e rurale, tempi lenti, ospitalità di prossimità. Un’idea di viaggio che non consuma i luoghi ma li rafforza, trasformando la visita in un percorso di conoscenza e non in un semplice passaggio mordi e fuggi.

foto Di Cheryll – Opera propria, CC BY-SA 3.0,