15 Aprile 2026
Sardegna

Bonus casa 2026, ecco cosa cambia: il Superbonus (finalmente) è un capitolo chiuso

Il panorama dei bonus edilizi cambia profondamente a partire dal 2026. A fare il punto è la nuova edizione della guida “Immobili e Bonus Fiscali”, pubblicata dal Consiglio Nazionale del Notariato insieme a quindici associazioni di consumatori, tra cui Assoutenti, Adiconsum, Altroconsumo e Federconsumatori, e aggiornata alle leggi di bilancio 2025 e 2026. Un documento di riferimento che, dalla sua prima uscita nel giugno 2021, ha già subito ventitré aggiornamenti: a riprova di quanto instabile e mutevole sia rimasta nel tempo la normativa di settore.

Superbonus, capitolo chiuso.

La novità più rilevante riguarda il Superbonus: dal 1° gennaio 2026 l’agevolazione al 110%, e poi ridotta al 65%, cessa definitivamente di applicarsi, con l’unica eccezione dei Comuni colpiti da eventi sismici in Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, dove il beneficio sopravvive nella misura del 110% per specifici interventi già avviati.

Le nuove aliquote: 50% per la prima casa, 36% per le altre.

Per il 2026, il legislatore ha scelto la strada dell’omogeneizzazione: stesse aliquote per Bonus Edilizio, Eco-Bonus e Sisma-Bonus. Chi interviene sulla propria abitazione principale può contare su una detrazione del 50%, mentre per tutti gli altri immobili l’aliquota scende al 36%. Il tetto massimo di spesa agevolabile rimane fissato a 96.000 euro per unità immobiliare, con rimborso dilazionato in dieci rate annuali di pari importo.

Dal 2027 le aliquote caleranno ulteriormente: 36% per la prima casa e 30% per gli altri immobili. Dal 2028 al 2033 si scenderà a un’aliquota unica del 30% con massimale dimezzato a 48.000 euro.

Cosa si può detrarre.

La guida offre un quadro dettagliato degli interventi ammessi alle agevolazioni. Per il Bonus Edilizio rientrano, tra gli altri, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia, interventi per la sicurezza, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’isolamento acustico e quelli volti al risparmio energetico. Escluse, invece, le spese per caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili.

L’Eco-Bonus premia gli interventi di efficientamento energetico con massimali specifici: fino a 100.000 euro per la riqualificazione energetica globale dell’edificio, 60.000 euro per coibentazioni e pannelli solari, 30.000 euro per la sostituzione di impianti di climatizzazione con soluzioni a condensazione o pompe di calore.

Il Sisma-Bonus si applica agli interventi di messa in sicurezza statica su edifici in zona sismica 1, 2 e 3, avviati dopo il 1° gennaio 2017.

Chi può accedere ai bonus?

Possono beneficiare delle detrazioni non solo i proprietari degli immobili, ma anche i titolari di diritti reali di godimento, i comodatari, i locatari e, a certe condizioni, i familiari conviventi, il coniuge separato e il convivente more uxorio. Per l’Eco-Bonus e il Sisma-Bonus, il beneficio è esteso anche ai titolari di reddito d’impresa.

Attenzione ai redditi alti.

Una novità introdotta dalla legge di bilancio 2025 riguarda i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro: per loro scatta un tetto massimo alla detrazione complessiva, calcolato moltiplicando un importo base, 14.000 euro nella fascia tra 75.000 e 100.000 euro, 8.000 euro oltre i 100.000, per un coefficiente legato al numero di figli a carico. Rimangono esclusi da questo tetto le spese sanitarie e gli investimenti in startup innovative.

Bonus mobili ed elettrodomestici prorogato.

Confermato anche per il 2026 il bonus per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici di classe energetica adeguata, a condizione che siano collegati a interventi di ristrutturazione edilizia avviati nell’anno precedente. La detrazione è del 50% su un massimale di 5.000 euro.

Addio allo sconto in fattura.

Dal 2025 non è più possibile optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito di imposta per i bonus ordinari. L’opzione rimane praticabile, in via residuale, solo per alcune specifiche categorie di interventi, come quelli nei Comuni terremotati, o per soggetti particolari come gli IACP e le cooperative edilizie.