10 Giugno 2026
CulturaEuropaSardegna

Bologna, polemica sui fondi UE per la campagna “Più spazio alle lesbiche”.

A Bologna è esplosa la polemica per una serie di manifesti affissi in città con lo slogan “Più spazio alle lesbiche – Essere rappresentate aiuta ad esistere”, iniziativa sostenuta dal Comune con il contributo dell’associazione Luki Massa e finanziata — almeno in parte — attraverso fondi dell’Unione europea.

Proprio sull’utilizzo dei fondi Ue, l’eurodeputato Stefano Cavedagna (ECR) ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea, sollevando dubbi sull’opportunità politica e sociale della campagna.

Cavedagna: “L’UE deve sostenere la crescita, non le campagne ideologiche”.

Secondo Cavedagna, le risorse comunitarie dovrebbero essere “prioritariamente destinate a crescita economica, competitività delle PMI, innovazione, transizione energetica e sicurezza dei cittadini”, mentre una campagna come quella bolognese, pur definita “di sensibilizzazione”, rischierebbe invece di assumere un forte connotato ideologico, risultando divisiva e lontana dalle reali urgenze della popolazione.

L’eurodeputato contesta anche l’impianto “inclusivo” dell’iniziativa: concentrandosi esclusivamente su una categoria specifica, essa potrebbe “generare nuove forme di esclusione a scapito di altre comunità” e confermare le già discusse derive ideologiche nell’impiego di risorse pubbliche europee.

La risposta della Commissione: “Il programma CERV finanzia progetti contro intolleranza e discriminazioni”.

A nome dell’esecutivo europeo ha risposto la commissaria Hadja Lahbib, precisando che i criteri di finanziamento sono stabiliti nei regolamenti UE e che la campagna rientra nei programmi approvati dagli Stati membri e dal Parlamento europeo.

La Commissione ricorda che l’iniziativa potrebbe essere stata finanziata nell’ambito del programma CERV (già finito più volte sotto i riflettori), finalizzato a sostenere diritti fondamentali e valori UE, parità di genere, lotta contro razzismo e xenofobia, contrasto all’omofobia, bifobia, transfobia e interfobia.

Fondi assegnati “in piena trasparenza”, assicura Bruxelles.

La Commissione ribadisce che l’erogazione avviene nel rispetto del regolamento finanziario UE, attraverso procedure pubbliche di candidatura e sotto il controllo del comitato del programma CERV, composto da rappresentanti degli Stati membri.

La vicenda bolognese, però, riapre lo scontro politico sull’uso dei fondi europei in progetti culturali e sociali. Da un lato, Bruxelles difende programmi mirati a combattere discriminazioni e promuovere inclusione; dall’altro, organizzazioni della società civile, cittadini ed eurodeputati denunciano quello che interpretano come un uso ideologico delle risorse, non sempre allineato alle priorità economiche e sociali dei cittadini.

foto Alexis Haulot Copyright: © European Union 2025 – Source : EP