Bollette, la guerra in Medio Oriente costerà 15 miliardi agli italiani
Quindici miliardi e duecento milioni di euro. È questa la cifra che la guerra in Medio Oriente rischia di sottrarre quest’anno dalle tasche di famiglie e imprese italiane attraverso i rincari energetici. A calcolarlo è l’ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha elaborato le proiezioni ipotizzando consumi in linea con quelli del 2024: 10,2 miliardi imputabili all’energia elettrica, 5 miliardi al gas.
A pagare il conto più salato saranno le imprese, con circa 9,8 miliardi di costi aggiuntivi. Le famiglie seguono con 5,4 miliardi in più rispetto alle previsioni pre-conflitto.
I prezzi dell’energia in un mese di guerra.
I numeri del mercato parlano chiaro. A distanza di appena un mese dall’inizio del conflitto, il prezzo del gas è aumentato di 26 euro per MWh, pari a un’impennata dell’81%. L’energia elettrica ha segnato un rialzo di 41 euro per MWh, con un incremento del 38%. Le quotazioni attuali, circa 58 euro per MWh per il gas e 148 per l’elettricità, restano ancora lontane dai picchi drammatici del 2022, quando il gas aveva raggiunto una media annua di 123,5 euro e l’elettricità aveva sfiorato i 303 euro per MWh. Ma la direzione è quella, e la velocità dell’ascesa preoccupa.
La mappa dei rincari: Nord in prima linea.
La crisi non colpirà il paese in modo uniforme. Le regioni più esposte saranno quelle a maggiore densità produttiva e demografica, ovvero il cuore economico del paese.
La Lombardia guida la classifica dei territori più colpiti con un aggravio stimato di 3,4 miliardi, seguita da Veneto ed Emilia-Romagna con circa 1,7 miliardi ciascuna, dal Piemonte con 1,3 miliardi e da Toscana e Lazio con circa un miliardo a testa. Sul fronte delle imprese, quelle lombarde subiranno aumenti per quasi 2,3 miliardi. Per le famiglie, i lombardi pagheranno 1,1 miliardi in più, i veneti 557 milioni, gli emiliano-romagnoli 519 e i laziali 453.
La Cgia: “Serve l’Europa e subito”.
La Cgia non si limita a fotografare il problema, avanzando anche proposte concrete a Bruxelles. Come già nel 2022, torna la richiesta di un intervento europeo capace di sospendere temporaneamente le regole fiscali del Patto di Stabilità, per permettere agli Stati membri di attenuare l’impatto dei rincari senza essere strozzati dai vincoli di bilancio. Sul tavolo anche la vecchia ma mai attuata proposta di disaccoppiare il prezzo del gas da quello dell’elettricità, un meccanismo che in Europa lega automaticamente il costo dell’energia alle quotazioni del gas, amplificando ogni shock.
Il decreto bollette: risorse insufficienti?
Sul fronte interno, il governo si appresta ad approvare la prossima settimana un decreto bollette. Ma la Cgia avverte: i 3 miliardi di euro stanziati rischiano di essere insufficienti. Senza un rafforzamento delle risorse, avvisa l’associazione, uno shock energetico di questa portata potrebbe tradursi in una crisi sociale ed economica di vasta portata: una prospettiva che nessun governo può permettersi di ignorare, specie in un anno già segnato da tensioni geopolitiche senza precedenti.
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