11 Settembre 2026
Sardegna

Blue Zone sarda: curiosità e competenze emotive alla base della longevità

Non è solo una questione di genetica, alimentazione o stile di vita. La longevità degli abitanti della Blue Zone sarda sembra essere legata anche a specifiche caratteristiche psicologiche che favoriscono un invecchiamento attivo e soddisfacente. È quanto emerge da uno studio dell’Università degli Studi di Cagliari pubblicato sull’International Journal of Applied Positive Psychology.

La ricerca si inserisce in un programma di studi avviato nel 2010 per approfondire il ruolo delle risorse psicologiche e cognitive nell’invecchiamento delle popolazioni residenti nella Blue Zone della Sardegna e in altre aree rurali e urbane dell’isola.

L’ultimo studio ha coinvolto 125 anziani di età compresa tra 71 e 101 anni e ha messo in luce differenze significative tra i residenti della Blue Zone e un gruppo di coetanei provenienti da un’altra area rurale della Sardegna. In particolare, gli anziani della Blue Zone mostrano livelli più elevati di apertura all’esperienza, un tratto della personalità associato a curiosità, interesse per le novità e disponibilità a condividere attività ed esperienze con gli altri.

Secondo i ricercatori, questa predisposizione si traduce in una maggiore partecipazione alla vita sociale e in un più frequente coinvolgimento in attività e hobby cognitivamente stimolanti, elementi che contribuiscono a mantenere attive le funzioni mentali anche in età avanzata.

Lo studio evidenzia inoltre una migliore capacità di coping, ossia l’insieme delle strategie utilizzate per affrontare difficoltà, cambiamenti e perdite legate all’invecchiamento. Gli anziani della Blue Zone si dimostrano più efficaci nell’adattarsi alle sfide quotidiane, gestendo con maggiore equilibrio situazioni come la riduzione dell’autonomia, il cambiamento delle condizioni di salute o la perdita di persone care.

“La ricerca sulla longevità si è concentrata a lungo sugli aspetti biomedici, studiando genetica, alimentazione e stili di vita, mentre il ruolo dei fattori psicosociali è stato approfondito solo più recentemente”, spiega Maria Chiara Fastame. «”Le strategie di coping consentono di affrontare imprevisti e difficoltà ottimizzando le risorse disponibili. Questo aspetto diventa particolarmente importante con l’avanzare dell’età, quando aumentano le perdite sia sul piano fisico sia su quello relazionale e affettivo”.

Tra i risultati più rilevanti emerge anche una maggiore competenza emotiva. I partecipanti residenti nella Blue Zone mostrano infatti una migliore capacità di riconoscere, esprimere e regolare le proprie emozioni e quelle altrui. Una caratteristica che favorisce relazioni sociali più solide e una più elevata percezione di benessere psicologico, considerato uno degli indicatori chiave dell’invecchiamento di successo.

foto islandworks da Pixabay.com