15 Settembre 2026
Europa

Bilancio UE 2028-2034: il Parlamento chiede più fondi per ricerca, energia e competitività.

Il prossimo bilancio pluriennale dell’Unione europea, che coprirà il periodo 2028-2034, è già al centro di un braccio di ferro tra le istituzioni comunitarie. La commissione Industria, Ricerca ed Energia del Parlamento europeo (ITRE) ha adottato il 25 febbraio 2026 il proprio parere sul rapporto intermedio relativo al nuovo Quadro finanziario pluriennale (QFP), esprimendo sostegno alle grandi linee della proposta della Commissione ma sollevando critiche significative su trasparenza, controllo parlamentare e adeguatezza delle risorse.

Quanto deve valere il bilancio.

La posizione del Parlamento è netta: il prossimo QFP deve attestarsi almeno all’1,27% del reddito nazionale lordo dell’UE, a cui si aggiunge uno 0,11% per i rimborsi del NextGenerationEU, per un totale di almeno l’1,38% del RNL. Una soglia che gli eurodeputati considerano il minimo indispensabile per affrontare le sfide strutturali che l’Europa ha davanti: competitività industriale, transizione energetica, sovranità digitale, ricerca e difesa.

Il Fondo europeo per la competitività: luci e ombre.

Tra le novità più rilevanti della proposta della Commissione c’è il Fondo europeo per la competitività (ECF), pensato per sostenere i settori industriali strategici. La commissione ITRE ne accoglie l’impostazione di fondo, ma avanza riserve sostanziali. Il principale punto di attrito riguarda la struttura del fondo: la Commissione ha proposto di accorpare programmi esistenti sotto un unico ombrello con ampia flessibilità nella gestione delle risorse, ma per gli eurodeputati questo approccio riduce la trasparenza e indebolisce il controllo parlamentare.

“La flessibilità illimitata proposta dalla Commissione, inclusa la mancanza di ripartizioni dettagliate del bilancio, non offre la prevedibilità di cui l’industria ha bisogno”, si legge nel parere. Il Parlamento insiste affinché le linee di bilancio restino sufficientemente dettagliate da consentire una vera priorità politica da parte dei co-legislatori.

Particolare preoccupazione riguarda il programma spaziale europeo, interamente assorbito nell’ECF: data la natura degli investimenti spaziali, che richiedono orizzonti temporali molto lunghi e certezza di finanziamento, gli eurodeputati chiedono che ogni componente del programma (Copernicus, Galileo, Egnos e gli altri) mantenga una propria linea di bilancio dedicata e protetta.

Horizon Europe: i fondi proposti non bastano.

Sul fronte della ricerca e dell’innovazione, il parere accoglie con favore la decisione di mantenere Horizon Europe come programma autonomo, ma giudica insufficiente il tetto di circa 155 miliardi di euro proposto dalla Commissione per il periodo 2028-2034. Secondo gli eurodeputati, per raggiungere l’obiettivo del 3% del PIL europeo destinato a ricerca e sviluppo entro il 2030, come stabilito nella Dichiarazione di Budapest del novembre 2024, sarebbero necessari almeno 220 miliardi di euro. Un divario di oltre 65 miliardi che il Parlamento definisce inaccettabile alla luce della necessità di colmare il gap di innovazione con Stati Uniti e Cina.

Energia: servono almeno 35 miliardi per le infrastrutture.

Ampio spazio è dedicato al Meccanismo per collegare l’Europa nel settore energetico (CEF-Energy), per il quale la Commissione ha proposto quasi 30 miliardi di euro. Il Parlamento chiede di portare questa cifra ad almeno 35,1 miliardi, da destinare esplicitamente allo sviluppo delle reti energetiche, all’interconnessione transfrontaliera e alla protezione delle infrastrutture critiche da minacce ibride e informatiche. Preoccupa agli eurodeputati che l’energia possa trovarsi a competere per le stesse risorse con i trasporti e la mobilità militare.

Transizione giusta: il fondo non si tocca.

Un punto di disaccordo esplicito con la Commissione riguarda il Fondo per una transizione giusta (JTF), che nella proposta della Commissione viene soppresso e incorporato nei piani di partenariato nazionali e regionali. Per il Parlamento questa scelta è sbagliata: le regioni e i lavoratori più colpiti dalla decarbonizzazione hanno bisogno di un sostegno dedicato e visibile, non diluito in strumenti generici.

Nucleare, digitale e agenzie: le altre priorità.

Il parere sostiene l’aumento dei fondi per i programmi nucleari europei, a partire da Euratom e dal progetto di fusione ITER, pur segnalando con preoccupazione la permanenza della Russia nel consorzio. Viene ribadita l’importanza di finanziamenti pluriennali e stabili per i settori digitali strategici: intelligenza artificiale, semiconduttori, quantum computing e cybersicurezza.

Infine, il Parlamento denuncia il sottofinanziamento cronico delle agenzie europee nei settori industria, energia, spazio e cybersicurezza, definendo la situazione “particolarmente allarmante” e chiedendo che tutte le agenzie, nuove e consolidate, ricevano le risorse necessarie per svolgere i propri compiti, anche in caso di aumento del carico di lavoro.

Il voto definitivo sul QFP 2028-2034 è ancora lontano, ma il perimetro del negoziato è già tracciato: da un lato una Commissione che punta alla flessibilità, dall’altro un Parlamento che vuole più risorse, più trasparenza e più controllo.

foto Alexis Haulot Copyright: © European Union 2022 – Source : EP