15 Ottobre 2026
EuropaPolitica

Bilancio UE 2028-2034: il parere della Corte dei conti europea. Le scelte della Commissione gravano sui bilanci nazionali

La Corte dei conti europea ha pubblicato due pareri sulle proposte legislative della Commissione europea che definiranno il quadro delle spese e delle entrate dell’Unione per il periodo 2028-2034.

Il 16 luglio 2025, nell’ambito delle proposte sul QFP 2028-2034, la Commissione ha presentato un bilancio settennale da 2.000 miliardi di euro a prezzi correnti, pari a un aumento del 59% rispetto all’attuale quadro finanziario. Per sostenere questa crescita, l’esecutivo europeo ha proposto cinque nuove risorse proprie, portando il totale a nove.

Per la prima volta, il bilancio dell’UE potrebbe includere nuove fonti di entrata basate sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche non raccolte, sulle accise sul tabacco e su contributi delle imprese con un fatturato annuo superiore a 100 milioni di euro. Restano inoltre confermate le entrate già proposte legate al meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM) e al sistema di scambio delle quote di emissione (ETS).

Spese: aumento dei massimali e nodi sulla gestione.

I massimali del nuovo QFP proposto raggiungono l’1,26% del reddito nazionale lordo (RNL) dell’UE, il 59% in più rispetto all’attuale quadro. Tuttavia, escludendo i rimborsi legati al piano di ripresa post-pandemia (Next Generation EU), l’incidenza sul RNL salirebbe solo dall’1,13% all’1,15%.

La Commissione propone inoltre di ridurre di 20 punti percentuali la quota del bilancio gestita congiuntamente dagli Stati membri, aumentando al contempo la gestione diretta e indiretta da parte della Commissione. La Corte avverte che questo cambiamento potrebbe comportare difficoltà amministrative e incidere sulla distribuzione geografica delle risorse.

Sul fronte della semplificazione, Bruxelles intende ridurre il numero dei programmi da 52 a 16. Secondo la Corte, però, i benefici concreti per i destinatari dei fondi dipenderanno dall’attuazione pratica delle regole operative e dei meccanismi di controllo. Permangono inoltre incertezze sugli strumenti di flessibilità e sulle modalità di adeguamento del bilancio all’inflazione.

Entrate: più risorse proprie, ma resta il peso sui bilanci nazionali.

La Commissione stima che le modifiche proposte possano generare in media 58 miliardi di euro aggiuntivi all’anno nel periodo 2028-2034. Nonostante l’obiettivo dichiarato di ridurre l’onere per gli Stati membri, la Corte rileva che il 77% delle nuove entrate continuerebbe a provenire dai bilanci nazionali.

Nel prossimo QFP, i contributi nazionali annui complessivi aumenterebbero del 48%, passando da 140,7 miliardi a 208,5 miliardi di euro. La quota delle risorse basate sull’RNL dovrebbe scendere dal 67% al 55% del totale, pur crescendo in valore assoluto. Poiché questa voce resta il principale strumento di equilibrio del bilancio, eventuali carenze in altre entrate verrebbero compensate da un ulteriore aumento dei contributi nazionali.

La Corte accoglie positivamente la proposta di abolire i meccanismi correttivi che riducono i contributi di alcuni Paesi su base RNL, IVA e plastica non riciclata, giudicandola una misura di semplificazione e trasparenza. Al tempo stesso, segnala che l’introduzione di cinque nuovi flussi di entrata renderebbe il sistema complessivamente più complesso e che un contributo diretto alle imprese potrebbe entrare in tensione con gli obiettivi europei in materia di competitività.

Infine, alla luce del prestito di 90 miliardi di euro concesso all’Ucraina, la Corte invita a riesaminare i massimali delle risorse proprie per garantire la sostenibilità finanziaria nel medio periodo.

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