13 Aprile 2026
Europa

Benzina e gasolio alle stelle in Europa: la guerra con l’Iran stringe la morsa sui carburanti

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran sta presentando il conto agli automobilisti europei. I prezzi dei carburanti nell’Unione Europea hanno imboccato una traiettoria al rialzo sempre più ripida, con il gasolio a fare da protagonista assoluto degli aumenti. È quanto emerge dai dati settimanali pubblicati giovedì dalla Commissione Europea, che fotografano con precisione l’impatto del conflitto sui mercati energetici del Vecchio Continente.

Lo Stretto di Hormuz paralizza i mercati.

Il punto di innesco è geograficamente preciso: lo Stretto di Hormuz, uno dei corridoi petroliferi più strategici del pianeta, ha subito un drastico rallentamento dei traffici dall’esplosione del conflitto, avviato il 28 febbraio scorso. Il risultato è stato immediato e brutale per i listini europei.

Prima dell’escalation mediorientale, il prezzo medio della benzina nell’UE si attestava a 1,64 euro al litro, quello del diesel a 1,59. Al 30 marzo, la benzina era salita a 1,87 euro – un aumento del 14% – mentre il gasolio aveva raggiunto i 2,07 euro al litro, con un balzo del 30,2% in poco più di un mese. Un incremento che racconta plasticamente come i mercati del diesel – storicamente più esposti alle variazioni nell’offerta di greggio pesante e alle rotte marittime – abbiano sopportato il peso maggiore dello shock.

Paese per paese: Germania e Francia le più colpite.

L’aumento non si è distribuito in modo uniforme tra le grandi economie del blocco. In Germania, la benzina è passata da 1,82 a 2,13 euro al litro (+17%), mentre il diesel è schizzato da 1,73 a 2,29 euro (+32,4%). Numeri quasi speculari a quelli della Francia, dove la benzina ha toccato i 2,01 euro (+17,5%) e il gasolio i 2,19 euro (+32,7%).

Più contenuti, ma comunque significativi, gli aumenti in Italia: la benzina è salita da 1,65 a 1,73 euro (+4,8%), il diesel da 1,70 a 2,03 euro (+19,4%). La Spagna mostra rincari simili in termini relativi per il gasolio (+25,3%, da 1,42 a 1,78 euro), mentre la benzina ha tenuto meglio (+6,1%, da 1,47 a 1,56 euro).

Il caso Spagna: alla frontiera spunta il turismo del pieno.

Proprio il divario tra i prezzi spagnoli e quelli dei paesi limitrofi sta generando un fenomeno inedito ma già visibile: nelle zone di confine, come La Jonquera nei Pirenei, crescono le file di automobilisti francesi che varcano il confine appositamente per fare il pieno, approfittando di prezzi ancora sensibilmente più bassi. Un fenomeno che riaccende il dibattito – mai sopito a Bruxelles – sull’armonizzazione fiscale dei prezzi energetici all’interno dell’Unione.

foto Sylvain Thomas European Union, 2012 Copyright Source: EC – Audiovisual Service