Basi USA in Italia, Crosetto: “Difendere l’unità di fronte alla follia del mondo”
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto alla Camera dei Deputati per un’informativa urgente riguardante l’utilizzo delle basi militari italiane da parte delle forze armate statunitensi. Il titolare della Difesa ha esordito sottolineando come la gestione di tali infrastrutture sia figlia di una coerente continuità ultra-cinquantennale, che ha visto ogni governo, indipendentemente dal colore politico, rispettare i trattati internazionali sottoscritti.
“Nessun esecutivo ha mai messo in discussione la portata di questi accordi”, ha precisato Crosetto, definendo questa analisi non una polemica, ma una “fotografia della realtà”. Il Ministro ha poi ribadito che la presenza di basi americane non implica una “subordinazione infantile” né la complicità automatica in conflitti bellici: l’Italia resta un alleato sovrano capace di far rispettare le proprie leggi.
Il nodo della segretezza e i protocolli SOFA
Entrando nel merito tecnico, Crosetto ha ricordato che le norme sono regolate dal SOFA (Status of Forces Agreement) in ambito NATO e da protocolli bilaterali come il BIA (Bilateral Infrastructure Agreement). Rispetto alle richieste di desecretazione, il Ministro ha chiarito l’impossibilità di procedere unilateralmente: gli accordi del 1954 richiedono necessariamente un confronto con gli Stati Uniti, mentre resta saldo il vincolo della Legge 801 del 1977 sui segreti di Stato.
I dati: “Nessun aumento di voli o attività”
Per rispondere alle critiche su un presunto incremento delle attività militari, Crosetto ha fornito i dati relativi agli scali di alcune basi italiane. I numeri smentiscono l’allarmismo: ad Aviano, nel 2022 si sono registrati 609 atterraggi statunitensi autorizzati, in linea con i 628 del 2019; a Sigonella le autorizzazioni ai transiti sono passate dalle 2.547 del 2019 alle 2.919 del 2022, ma con un calo complessivo dei voli concessi nel periodo più recente.
“Non c’è stato alcun aumento di attività statunitense nelle nostre basi”, ha concluso il Ministro, invitando l’Aula a superare la “logica del processo alle intenzioni”. In un mondo segnato dalla follia del riarmo, per il Governo resta saldo il “rispetto della Costituzione e la ricerca dell’unità”.
Foto difesa.it
