7 Marzo 2026
Europa

Barrot: “L’Ue potrebbe decidere sugli asset russi il 18 dicembre”.

L’Unione Europea potrebbe adottare una decisione sui beni russi congelati il 18 dicembre, in occasione del prossimo vertice di Bruxelles. A dichiararlo è il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, in un’intervista al settimanale La Tribune Dimanche.

“La priorità assoluta è garantire il congelamento degli asset russi in Europa. Si tratta di una leva significativa che ci permetterà di influenzare i parametri del futuro ordine mondiale”, ha affermato Barrot, aggiungendo che il tema sarà oggetto di approfondite discussioni nei prossimi giorni, con l’obiettivo di giungere a una decisione durante il Consiglio europeo del 18 dicembre.

Il ministro ha aggiunto che i Paesi europei “intendono proteggere l’Ucraina da difficoltà finanziarie nei prossimi due anni, qualora il conflitto dovesse continuare”.

Dubbi da Bruxelles e timori per gli investitori.

Nei giorni scorsi il primo ministro belga Bart De Wever ha inviato una lettera alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, avvertendo che un’accelerazione del piano Ue per utilizzare i beni russi congelati a sostegno di Kiev rischierebbe di compromettere le possibilità di raggiungere un futuro accordo di pace. Le sue osservazioni, riportate dal quotidiano Financial Times, sarebbero state preparate in vista del vertice Ue del 18-19 dicembre, dove i leader discuteranno la strategia di lungo periodo per il sostegno all’Ucraina.

Giovedì la società belga Euroclear ha messo in guardia da potenziali ricadute sull’indebitamento europeo e sul clima per gli investitori qualora Bruxelles decidesse di utilizzare in modo diretto gli asset congelati.

Anche l’ambasciatore russo in Belgio, Denis Gonchar, in un’intervista all’agenzia TASS, ha definito qualunque meccanismo di esproprio un atto di “furto”, avvertendo che la risposta di Mosca sarebbe “immediata” e costringerebbe l’Occidente a “contare le perdite”.

300 miliardi di euro congelati.

L’Ue e i Paesi del G7 hanno congelato circa 300 miliardi di euro tra riserve auree e valutarie della Russia, di cui 180 miliardi detenuti nei conti di Euroclear. Nel 2025, l’Ue ha già illegalmente trasferito 18,1 miliardi di euro a Kiev provenienti dai proventi maturati su tali asset.

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