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Bandi e click day, la continuità che imbarazza (poco) la maggioranza: dalle critiche all’opposizione agli stessi errori al governo.

Quando erano all’opposizione, centrosinistra e Movimento 5 Stelle denunciavano senza esitazioni – spesso a ragione – l’incapacità del centrodestra di gestire i processi informatici legati ai bandi pubblici per cittadini e imprese, indicando procedure caotiche come simbolo di una cattiva amministrazione. Strumenti informatici, fino a pochi anni fa, giudicati inaffidabili, farraginosi e soprattutto discriminatori come ricorda anche la famigerata tempistica del cosiddetto click day adottata, per esempio con RESISTO e Destinazione Lavoro, indicati dalla opposizione di centrosinistra della XVI Legislatura come il “simbolo di una gestione approssimativa e iniqua delle politiche pubbliche”.

Oggi, però, una volta alla guida della Regione, la linea appare di sostanziale continuità. Anche sotto l’amministrazione M5S–centrosinistra, infatti, si ripropongono gli stessi problemi: piattaforme informatiche non pienamente funzionanti, scadenze modificate in corsa, rettifiche a raffica e ancora una volta il click day come strumento cardine per l’accesso alle risorse.

Il caso del bando Sta.Bile, promosso dall’Assessorato regionale al Lavoro per incentivare le assunzioni a tempo indeterminato, è emblematico. Dopo le prime critiche dell’ex assessora Alessandra Zedda, che ne ha chiesto l’annullamento, la procedura è finita nel mirino dei consulenti del lavoro della Sardegna e dell’Associazione nazionale consulenti del lavoro. Il giudizio è netto: si parla di errori, improvvisazione e una formula di click day che nessuno condivide.

In una nota durissima, i consulenti parlano di una “successione disordinata di scadenze, rettifiche e chiarimenti” che ha generato “un clima di incertezza continua” per imprese e professionisti, denunciando gravi carenze di programmazione. Sotto accusa anche la scelta delle tempistiche – a ridosso delle festività e in un periodo saturo di adempimenti – e l’annullamento in autotutela del bando per un errore tecnico, seguito da una ripubblicazione con nuova scadenza fissata al 29 dicembre. Insomma, dai tempi della Giunta Solinas, poco sembra essere cambiato…

Nel mirino è finito soprattutto il ricorso al click day (tanto criticato dall’opposizione nella XVI Legislatura), definito uno strumento ampiamente contestato, che trasforma le politiche attive del lavoro in una corsa contro il tempo, penalizzando la qualità delle domande e creando disuguaglianze tra le imprese, senza una reale valutazione dei progetti.

In linea con questo trend, la replica dell’assessora regionale Desirè Manca, che ha difeso le scelte dell’amministrazione, richiamando vincoli normativi e la necessità di rispettare le regole sugli aiuti di Stato, oltre alle difficoltà tecniche riscontrate in una delle finestre di accesso. Ma le spiegazioni non sembrano placare le critiche di chi, dal mondo del lavoro, denuncia l’ennesima occasione mancata per superare pratiche già ampiamente contestate in passato. La stessa esponente dell’Esecutivo regionale, riferendosi al click day, ha parlato di scelta obbligata: “Se sottoponessimo le domande a una valutazione, l’intera attività si fermerebbe, con il rischio di rallentare l’erogazione dei benefici. Su questo, allo stato attuale, non è possibile intervenire”.

Quindi, se in passato il click day veniva bollato come una pratica iniqua, oggi è considerato irrinunciabile dal centrosinistra di governo. Basta prenderne atto e mettersi d’accordo sulle parole…

Resta così una contraddizione politica evidente: le stesse forze che avevano contestato il centrodestra per piattaforme inadeguate e click day oggi governano riproponendo, di fatto, lo stesso modello, confermando che le promesse di discontinuità restano, ancora una volta, soltanto sulla carta.

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