Automotive, Urso: “Serve politica europea per rispondere a Cina e Stati Uniti”.

Si è svolto a Palazzo Piacentini il tavolo Automotive tra Governo e imprese del settore. Un appuntamento nel corso del quale è stata evidenziata la centralità del comparto nella produzione nazionale e le preoccupazioni per la competizione con i big player cinesi e americani, come ricordato dal ministro Urso: “È assolutamente necessario creare una politica industriale europea per rispondere sia alla sfida sistemica con i produttori dell’oriente come India e Cina, che a quella con gli Stati uniti che hanno da poco messo in campo una massiccia politica di aiuti, attraverso incentivi e sussidi a sostegno del settore automobilistico americano. Per questo motivo l’Italia insieme ai grandi paesi europei manifatturieri come Francia e Germania deve lavorare con la Commissione europea per una politica attiva e propositiva per consentire a chi vuole di investire nel nostro Paese. Penso fra gli altri ai dossier relativi alla transizione ecologica (fit for 55) su cui sarà necessario arrivare pronti alla data in cui è prevista una revisione (2026) e al regolamento relativo alle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti”.

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Il settore automotive, inteso come industria, commercio, distribuzione carburanti, assicurazioni, è infatti uno dei principali drivers dell’economia nazionale ed ha registrato nel 2021 un fatturato di 337 miliardi di euro, pari al 19% del PIL nazionale, con oltre 1.260.000 lavoratori coinvolti.

I lavori del Tavolo hanno sinora contribuito ad ottenere importanti risultati agevolando un costruttivo confronto tra il decisore pubblico e i principali operatori del mercato ed istituzionali, e pertanto il ministro si è impegnato a convocare gli incontri con una maggiore frequenza e coinvolgendo tutte le parti interessate in un reciproco interscambio. Nel ciclo di incontri verrà dedicata attenzione anche alle parti sindacali e ai profili attinenti alla forza lavoro.

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“La sensibilità del Governo su tutte le principali tematiche del comparto è molto alta ma attendiamo con interesse i contributi di tutti gli attori coinvolti che, siamo certi, sapranno ulteriormente arricchire la discussione”, conclude il ministro Urso.