Auto, parte l’alcolock: obbligatorio per chi è stato condannato per guida in stato d’ebbrezza
A quindici mesi dall’entrata in vigore della norma, diventa operativo l’alcolock, il dispositivo voluto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per contrastare la guida in stato d’ebbrezza. Il dicastero ha pubblicato l’elenco ufficiale degli apparecchi autorizzati, degli installatori abilitati e dei modelli di auto compatibili con il sistema.
L’alcolock è destinato ai conducenti condannati per guida con tasso alcolemico superiore a 0,8 g/l o a 1,5 g/l. Una volta terminato il periodo di sospensione e riottenuta la patente, questi automobilisti potranno tornare al volante solo su veicoli dotati del dispositivo, che consente l’avviamento del motore esclusivamente dopo aver accertato un tasso alcolemico pari a zero.
Il sistema è un etilometro elettrochimico collegato all’accensione del veicolo. Prima di mettere in moto, il conducente deve soffiare nell’apparecchio: in pochi secondi il dispositivo analizza il campione di respiro e, se rileva tracce di alcol superiori al limite impostato, impedisce l’avvio dell’auto.
L’obbligo scatta per tutti coloro che sono stati condannati per guida in stato d’ebbrezza oltre le soglie previste dal nuovo Codice della strada. Senza alcolock installato, non sarà possibile utilizzare il veicolo. Il vincolo riguarda il mezzo e non solo la persona: questo significa che, in caso di auto condivisa in famiglia, chiunque voglia guidarla dovrà comunque soffiare nel dispositivo per dimostrare di avere tasso alcolemico zero.
C’è poi il nodo dei costi. L’installazione è stimata intorno ai 2.000 euro per vettura, cifra alla quale si aggiungono le spese per la taratura periodica, la manutenzione e l’acquisto dei boccagli monouso. Un esborso significativo, che ricade interamente sull’automobilista.
Anche l’installazione è soggetta a vincoli stringenti. Non tutte le carrozzerie possono montare il dispositivo: l’intervento è consentito esclusivamente alle officine indicate dal produttore e inserite nell’elenco pubblicato dal Ministero.
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