15 Settembre 2026
Europa

Auto, la Commissione Ue accelera (forse) sulla transizione verde.

La Commissione europea scende in campo per accompagnare il settore automobilistico nella transizione verso la mobilità pulita, puntando a coniugare neutralità climatica, competitività industriale e autonomia strategica. Con la presentazione dell’“Automotive Package”, Bruxelles ha messo sul tavolo un quadro normativo ambizioso, ma introducendo maggiore flessibilità per i costruttori.

L’automotive resta un pilastro dell’economia europea, con milioni di posti di lavoro e un ruolo centrale nell’innovazione tecnologica. Ma il settore è chiamato a una profonda trasformazione, stretta tra nuove tecnologie, concorrenza globale e cambiamenti geopolitici. Il pacchetto, secondo la narrazione dell’Esecutivo europeo, mira a sostenere questa transizione, mantenendo un segnale di mercato chiaro verso i veicoli a zero emissioni e rafforzando al contempo la produzione di auto e batterie “Made in EU”. Una dicitura, guardando alle tante frodi e alla stessa catena di approvvigionamento delle risorse critiche per produrle, non può che suscitare ilarità.

Ma non può mancare il solito carico di autocelebrazione dalle parti della Commissione: “Innovazione, mobilità pulita e competitività sono state le priorità dei nostri dialoghi con il settore automobilistico e la società civile. Oggi le affrontiamo insieme”, ha dichiarato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, sottolineando la volontà dell’Europa di restare in prima linea nella transizione verde globale.

Sul fronte normativo, il pacchetto mira a intervenire sia sull’offerta sia sulla domanda. Da un lato, la Commissione propone una revisione degli standard sulle emissioni di CO₂ per auto e furgoni e una modifica mirata per i veicoli pesanti. Dall’altro, introduce un’iniziativa dedicata ai veicoli aziendali, con obiettivi nazionali vincolanti per aumentare la diffusione di mezzi a zero e basse emissioni nelle flotte delle grandi imprese. Nel frattempo ci si dimentica del mercato dei consumatori europei e del generalizzato aumento dei costi dei mezzi di trasporto in Ue. Sempre meno accessibili e affidabili.

Le nuove regole confermano la traiettoria verso l’elettrificazione, ma con margini di flessibilità. Dal 2035 i costruttori dovranno garantire una riduzione del 90% delle emissioni allo scarico, mentre il restante 10% potrà essere compensato attraverso l’uso di acciaio a basse emissioni prodotto nell’Ue o di carburanti alternativi come e-fuels e biocarburanti. Questo approccio consentirà – secondo quanto sostenuto dall’Esecutivo europeo – anche oltre il 2035 un ruolo, seppur residuale, a ibride plug-in, range extender e motori a combustione interna, accanto a veicoli elettrici e a idrogeno.

Nel periodo precedente al 2035 sono previsti incentivi mirati: “super-crediti” per le piccole auto elettriche accessibili prodotte in Europa, maggiore flessibilità per il raggiungimento degli obiettivi 2030 grazie ai meccanismi di “banking & borrowing” e un alleggerimento dei target per i furgoni, dove la diffusione dell’elettrico risulta più complessa. Anche per i veicoli pesanti viene introdotta una flessibilità aggiuntiva per agevolare il rispetto degli obiettivi al 2030.

Un capitolo centrale riguarda il rafforzamento della filiera europea delle batterie. Con il programma “Battery Booster”, da 1,8 miliardi di euro, la Commissione punta a costruire una catena del valore interamente europea (anche qui la risata è d’obbligo).

Accanto agli incentivi, Bruxelles punta anche a tagliare la burocrazia. L’“Automotive Omnibus” ridurrà gli oneri amministrativi per le imprese, con risparmi stimati in circa 706 milioni di euro l’anno (si vuole svuotare l’oceano con un secchiello?). Una semplificazione che, secondo la Commissione, libererà risorse da reinvestire nella decarbonizzazione, mantenendo alti standard ambientali e di sicurezza. Tra le misure previste figurano la razionalizzazione della normativa secondaria, procedure di test più snelle per furgoni e camion e nuove regole per favorire la diffusione dei furgoni elettrici nel trasporto urbano.

Il pacchetto introduce inoltre una nuova categoria di veicoli nell’ambito dell’iniziativa per le “Small Affordable Cars”, dedicata alle auto elettriche fino a 4,2 metri di lunghezza, per consentire a Stati e amministrazioni locali di adottare incentivi mirati. In parallelo, la Commissione aggiorna le norme sull’etichettatura delle auto, per garantire ai consumatori informazioni più chiare e complete sulle emissioni.

foto qimono da Pixabay.com