Auto elettriche, il Nord Europa guida la transizione: Danimarca, Svezia e Benelux in testa. L’Italia del Sud ancora in coda
Nel 2023 il numero di autovetture elettriche nell’Unione europea ha raggiunto quota 4,4 milioni, pari all’1,73% dell’intero parco circolante. In un solo anno, rispetto al 2022, la flotta elettrica comunitaria è aumentata di 1,4 milioni di unità, confermando una crescita rapida ma disomogenea.
Secondo i dati Eurostat, nelle 121 regioni NUTS 2 – oltre la metà dei territori considerati – la quota di veicoli elettrici resta inferiore alla media UE. Una distribuzione che riflette soprattutto il peso delle politiche statali: incentivi, agevolazioni fiscali e investimenti infrastrutturali risultano infatti determinanti nell’adozione dell’auto elettrica, molto più delle differenze regionali interne ai singoli Paesi.
Le regioni più avanzate si concentrano nel Nord Europa e nel Benelux. Ben 17 territori superano il 4% di veicoli elettrici sul totale delle auto in circolazione. La Danimarca guida la classifica con tutte e cinque le sue regioni sopra questa soglia, seguita dalla Svezia, dove cinque regioni su otto – compresa Stoccolma – fanno registrare valori superiori alla media europea.
Oltre ai Paesi nordici, spiccano tre regioni dei Paesi Bassi, tra cui Noord-Holland che comprende Amsterdam, due regioni del Belgio – inclusa Bruxelles – la regione finlandese di Helsinki-Uusimaa e il Lussemburgo.
La performance più elevata in assoluto è quella della regione olandese di Flevoland, che nel 2023 ha registrato un sorprendente 17,07% di auto elettriche: un dato che, spiegano gli analisti, potrebbe riflettere la presenza di grandi società di leasing che immatricolano nella zona flotte consistenti di veicoli elettrici. L’unica altra regione europea a superare la soglia del 10% è Stoccolma (10,74%), seguita da Hovedstaden in Danimarca (8,64%) e dalla provincia belga del Brabante Fiammingo (7,60%).
All’estremo opposto, 46 regioni europee restano sotto lo 0,25% di auto elettriche. Si tratta soprattutto di aree dell’Europa centrale e meridionale: la maggior parte si concentra in Polonia (14 regioni), Grecia (11), Repubblica Ceca (5) e Slovacchia (3). In Italia spicca un cluster nel Mezzogiorno, con sei regioni del Sud ferme a percentuali minime. Completano il quadro quattro regioni spagnole, due rumene e una croata.
L’adozione del veicolo elettrico resta dunque un indicatore sensibile non solo al reddito medio e al costo di acquisto dei veicoli, ma anche alla presenza di incentivi, alle politiche urbane, allo sviluppo delle reti di ricarica, ai prezzi dell’energia e alla disponibilità di alternative come il trasporto pubblico. Una transizione che avanza, ma che continua a disegnare una forte spaccatura tra Nord e Sud dell’Europa.
foto qimono da Pixabay.com
