Autismo e disabilità evolutive: “Coperto solo il 50% del fabbisogno di assistenza”
La Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza ha svolto presso Palazzo San Macuto delle audizioni relative al problema della reale tenuta del sistema di assistenza per i minori con disturbi dello spettro autistico e patologie neuromotorie. Gli interventi di Maria Luisa Scattoni (ISS) e Massimo Molteni (Associazione “La Nostra Famiglia”) hanno delineato una situazione di profonda necessità strutturale, tra numeri in crescita e un sistema di offerta sanitaria che fatica a coprire l’intero fabbisogno nazionale.
I numeri dello spettro autistico e il nodo della presa in carico
Secondo i dati illustrati dalla dottoressa Scattoni, coordinatrice dell’Osservatorio Nazionale Autismo, si stima che in Italia vi siano tra i 120 e i 130 mila bambini e adolescenti (fascia 3-17 anni) con disturbi dello spettro autistico. Tuttavia, la capacità di risposta dei centri pubblici e privati accreditati si attesta tra le 60 e le 80 mila unità. Questo significa che il sistema riesce a farsi carico solo di una quota compresa tra il 50% e il 70% dei pazienti.
La carenza di posti letto in neuropsichiatria infantile e la necessità di potenziare i servizi territoriali rappresentano le criticità più urgenti, specialmente per la gestione delle emergenze comportamentali, come l’aggressività e l’autolesionismo.
Linee guida e complessità degli interventi
La complessità dell’autismo richiede risposte altrettanto articolate. “Le linee guida nazionali sottolineano l’importanza di diagnosi precoci e interventi tempestivi, che spaziano dall’analisi del comportamento applicata (ABA) a modelli evolutivi e naturali”, ha precisato Scattoni. La scelta terapeutica deve essere sempre personalizzata e monitorata nel tempo, integrando interventi “comprensivi” con azioni “focalizzate” su comportamenti specifici. Per rendere efficace questo modello, è però indispensabile un rafforzamento del numero dei professionisti e una reale integrazione tra l’ambito sanitario e quello sociale.
La crisi della riabilitazione e il peso della burocrazia
Il dottor Massimo Molteni ha esteso la riflessione a tutte le disabilità neuromotorie, evidenziando come la riabilitazione sia una dimensione fondamentale spesso trascurata da normative obsolete. Molti centri si riferiscono ancora a leggi datate, come la 833 del 1978, senza una reale integrazione moderna con la rete della neuropsichiatria. A pesare sono anche le questioni tariffarie: gli incrementi recenti escludono circa il 60% dei ricoverati, rendendo insostenibile l’attuazione di soluzioni innovative. Con circa il 10% della popolazione in età evolutiva che necessita di percorsi riabilitativi, il rischio è quello di lasciare le famiglie sole, specialmente nelle zone periferiche, lontane dai grandi centri urbani.
Foto di Pavan Prasad da Pixabay.com
