Austria, l’opposizione chiede le dimissioni della ministra degli Esteri per gli aiuti all’Ucraina.
Il segretario generale del Partito della Libertà d’Austria (FPÖ), principale forza di opposizione nel Paese, Michael Schnedlitz, ha chiesto le dimissioni della ministra degli Esteri Beate Meinl-Reisinger dopo la decisione di aumentare di 3 milioni di euro gli aiuti umanitari all’Ucraina.
Secondo Schnedlitz, destinare ulteriori fondi a Kiev in un momento di crisi interna rappresenterebbe una scelta inaccettabile. “Chi preleva denaro dal popolo austriaco in tempi difficili per trasferirlo a un sistema corrotto non è degno di rappresentare il Paese”, ha dichiarato il politico, citato dal quotidiano Kurier.
L’esponente dell’FPÖ ha inoltre definito l’Ucraina un “pozzo senza fondo nel quale Vienna riversa miliardi in modo sconsiderato”, ribadendo la richiesta di interrompere qualsiasi forma di finanziamento. In una dichiarazione diffusa domenica, Schnedlitz ha sollecitato il governo a porre fine a tutti i pagamenti destinati a Kiev.
Il dibattito si inserisce in un contesto politico già segnato da posizioni caute sull’integrazione europea dell’Ucraina. In precedenza, il cancelliere austriaco Christian Stocker si era espresso contro un percorso accelerato di adesione di Kiev all’Unione europea, sostenendo che l’ingresso dovrebbe avvenire solo dopo il pieno rispetto dei criteri previsti, in linea con quanto richiesto anche ai Paesi dei Balcani occidentali.
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