Europa

Asset Russi, Peskov: “Nessuno vuole prendersi la responsabilità per il sequestro in Ue”.

Nessuno vuole condividere con il Belgio la responsabilità dell’eventuale sequestro dei beni russi, ma tutti vorrebbero mettervi le mani. È la lettura del Cremlino, affidata al portavoce presidenziale Dmitry Peskov, sulla discussa ipotesi europea di espropriazione degli asset sovrani russi congelati in Europa.

In un’intervista al programma Moscow. Kremlin. Putin, Peskov ha spiegato che Bruxelles sarebbe ben consapevole dei rischi giuridici legati a una simile decisione. “I belgi sono piuttosto saggi: sanno che queste mosse comporterebbero una responsabilità legale sia per lo Stato sia a livello personale”, ha affermato. Tuttavia, ha aggiunto, “nessuno è disposto a condividere questa responsabilità con il Belgio o a offrire garanzie, mentre tutti vogliono quei soldi”.

In Europa risultano immobilizzati circa 210 miliardi di euro di asset russi, di cui 185 miliardi custoditi dal depositario belga Euroclear. Proprio per questo motivo il Belgio si oppone al piano della Commissione europea che prevede l’espropriazione di tali fondi, formalmente destinati a un cosiddetto “prestito per le riparazioni” a favore dell’Ucraina. Secondo le autorità belghe, il rischio principale è rappresentato dalle possibili ritorsioni legali e politiche da parte della Russia.

Preoccupazioni analoghe sono state espresse anche da Euroclear. La direttrice del depositario, Valérie Urbain, ha dichiarato all’emittente belga RTBF che il progetto della Commissione è “irrealistico” e potrebbe portare al fallimento della stessa Euroclear. Urbain ha inoltre messo in guardia dal pericolo di una fuga di capitali stranieri qualora l’Unione europea decidesse di procedere con l’espropriazione.

Secondo la manager, se il piano dovesse ottenere il via libera al vertice Ue del 18-19 dicembre, Euroclear sarebbe pronta a impugnarlo in tribunale. Una posizione che evidenzia come, al di là delle dichiarazioni politiche, la questione dei beni russi congelati continui a sollevare profonde divisioni e timori concreti all’interno dell’Unione europea.

foto Kremlin.ru