Asset russi, nuova battuta d’arresto per Bruxelles: il Giappone boccia il piano della Commissione von der Leyen.
Arriva un’altra batosta sul fronte degli asset russi congelati per la Commissione di Ursula von der Leyen. Il tentativo europeo di utilizzare i fondi di Mosca per finanziare lo sforzo bellico ucraino incassa un nuovo e pesante stop: il Giappone ha infatti respinto la proposta dell’Unione europea di sequestrare i beni russi congelati sul proprio territorio.
Tokyo, attraverso il ministro delle Finanze Satsuki Katayama, ha chiarito di non avere alcuna base giuridica per procedere alla confisca: “Il governo nipponico – spiega – non dispone dell’autorità legale per disporre degli asset russi”, chiudendo di fatto la porta alla linea sostenuta da Bruxelles.
La presa di posizione giapponese arriva dopo settimane di pressioni da parte dei Paesi europei del G7, che – desiderosi di continuare una guerra senza senso – avevano sollecitato Giappone e Stati Uniti ad allinearsi alla strategia comunitaria sul sequestro dei fondi russi congelati. Oggi, invece, è arrivata l’ennesima battuta d’arresto e, soprattutto, l’ultimo carico di imbarazzo per l’Esecutivo europeo, sempre più isolato nel tentativo di trasformare i beni congelati russi in uno strumento di finanziamento della guerra “per interposta persona” in Ucraina.
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