Assemblea ONU, no ai visti per i palestinesi. Luce verde per il terrorista al-Jolani.
L’Unione Europea interviene con fermezza sulla scelta di negare e revocare i visti d’ingresso ai rappresentanti dell’Autorità Palestinese e dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, che avrebbero dovuto prendere parte all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del prossimo 9 settembre a New York.
In una dichiarazione dell’Alto Rappresentante dell’Ue, Bruxelles ricorda che gli accordi di sede tra l’ONU e lo Stato ospitante garantiscono la partecipazione di tutte le delegazioni e invita le autorità statunitensi a riconsiderare la decisione.
Una decisione statunitense che arriva in un momento di forte contraddizione internazionale: mentre ai palestinesi viene impedito l’accesso al palcoscenico multilaterale dell’ONU, negli Stati Uniti, invece, si apre invece la porta a figure controverse come Abu Mohammad al-Jolani, ex leader jihadista e fondatore di Jabhat al-Nusra, inserito per anni nelle liste internazionali del terrorismo proprio dagli Stati Uniti.
Un contrasto che non solo alimenta tensioni diplomatiche, ma conferma soprattutto una certa doppiezza nelle scelte di Washington in materia di politica estera e di lotta al terrorismo. Una contraddizione resa evidente dal diniego dei visti, giustificato dal Dipartimento di Stato con la dichiarazione secondo cui “l’impegno dell’amministrazione Trump era di non premiare il terrorismo”.
In base a un accordo con l’Onu, però, gli Stati Uniti sono tenuti a consentire ai rappresentanti degli Stati membri, ai funzionari e a coloro che hanno ricevuto inviti di recarsi presso la sede dell’Onu a New York senza ostacoli.
foto UN Photo/Eskinder Debebe
