20 Aprile 2026
Cultura

Artemis II: Orion si avvicina all’orbita lunare

A cinquantaquattro anni di distanza dall’ultima missione Apollo, lo spazio profondo torna a essere solcato da un equipaggio umano. La missione Artemis II, decollata il 2 aprile (ore 00:35 italiana) dal Kennedy Space Center, ha segnato nelle ultime ore un passaggio cruciale: l’accensione dei motori per l’abbandono dell’orbita terrestre. La navetta Orion, spinta dalla potenza del razzo SLS, ha puntato con decisione verso la Luna, trasformando un sogno in realtà tecnologica.

“L’umanità ha dimostrato di cosa è capace”

Dalla diretta streaming della NASA giungono le prime rassicurazioni sullo stato di salute dei quattro astronauti. Il canadese Jeremy Hansen ha descritto con emozione il morale del gruppo: “Ci sentiamo piuttosto bene quassù”. Ha poi sottolineato la forza della perseveranza collettiva necessaria per coordinare un’impresa di tale portata, definendo il viaggio come una testimonianza delle incredibili capacità umane.

Al comando della Orion siede il veterano Reid Wiseman, supportato dal pilota Victor Glover e dagli specialisti di missione Christina Koch e Jeremy Hansen. Non solo un equipaggio tecnico, ma un simbolo di inclusione: per la prima volta, l’orbita lunare sarà raggiunta da una donna, da un uomo di colore e da un astronauta non statunitense. Insieme a loro viaggia Rise, l’indicatore di gravità che custodisce i nomi di 6,5 milioni di persone, legando idealmente l’intera popolazione terrestre a questa traiettoria spaziale.

Obiettivo Luna: un trampolino verso Marte

Sebbene Artemis II non preveda l’allunaggio, la sua singola orbita lunare è considerata fondamentale. Come spiegato da Jared Isaacman, tra i sostenitore del programma, l’obiettivo finale non è solo toccare il suolo lunare, ma costruirvi una base permanente. La Luna non è più il traguardo, bensì un “trampolino” logistico e scientifico per le future esplorazioni di Marte.

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