15 Marzo 2026
Europa

Armi da fuoco: l’Italia sotto procedura d’infrazione UE per il mancato recepimento della direttiva 2021/555

L’Italia è ufficialmente nel mirino di Bruxelles per il ritardo nell’attuazione della direttiva europea sulle armi da fuoco civili. La Commissione europea ha infatti avviato una procedura d’infrazione (INFR(2025)2070) contro Roma, inviando una lettera di costituzione in mora per il mancato recepimento della direttiva (UE) 2021/555, che impone regole più severe in materia di controllo, registrazione e tracciabilità delle armi all’interno dell’Unione.

A sollevare la questione in sede parlamentare è stato l’eurodeputato Giuseppe Antoci (The Left), che con un’interrogazione scritta ha chiesto alla Commissione di chiarire lo stato della procedura, i contenuti della risposta italiana e le eventuali azioni correttive previste da Bruxelles.

La direttiva 2021/555, entrata in vigore nel 2021, fissava al 31 gennaio 2023 il termine per il recepimento da parte degli Stati membri. Il testo introduceva norme armonizzate per contrastare il traffico illecito di armi da fuoco, rafforzando la cooperazione tra gli Stati e imponendo requisiti precisi per l’identificazione, la registrazione e il controllo dei detentori.

Tuttavia, a distanza di oltre due anni dalla scadenza, l’Italia non ha ancora completato il processo legislativo necessario per integrare le disposizioni comunitarie nel proprio ordinamento nazionale.

Con l’avvio formale della procedura, la Commissione ha chiesto all’Italia di fornire giustificazioni e un piano d’azione concreto per adeguarsi alla direttiva. In caso di risposta insoddisfacente, Bruxelles potrebbe proseguire con una messa in mora complementare, e successivamente deferire l’Italia alla Corte di giustizia dell’UE, con il rischio di sanzioni economiche.

Secondo Antoci, il ritardo italiano rappresenta “una grave negligenza istituzionale”, soprattutto in un contesto europeo segnato da rischi crescenti per la sicurezza e da un traffico d’armi che approfitta delle lacune legislative nazionali.

Ora si attende la valutazione della Commissione sulla risposta fornita dall’Italia. In base alle regole europee, se lo Stato membro non adotta misure adeguate entro il termine stabilito, la Commissione può procedere con la seconda fase della procedura d’infrazione, preludio a un possibile ricorso alla Corte di giustizia UE.

Nel frattempo, Bruxelles ribadisce che il recepimento della direttiva 2021/555 è fondamentale per garantire un sistema europeo di controllo delle armi efficace e coordinato, anche alla luce degli attuali scenari geopolitici e della crescente necessità di rafforzare la sicurezza interna dell’Unione.

foto Alexis Haulot Copyright: © European Union 2024 – Source : EP