Armi chimiche in Libano e Siria. Israele non si fa mancare niente
L’utilizzo di sostanze chimiche da parte di Israele in Libano e Siria è finito al centro di un’interrogazione parlamentare presentata alla Commissione europea da un gruppo di eurodeputati della Sinistra europea guidati da Rima Hassan. Nel documento, gli europarlamentari chiedono a Bruxelles di chiarire la propria posizione rispetto a presunte violazioni del diritto internazionale umanitario e di valutare eventuali conseguenze nei rapporti tra Unione europea e Israele.
Secondo quanto riportato nell’interrogazione, tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio 2026 velivoli israeliani avrebbero disperso sostanze chimiche su terreni agricoli nel sud del Libano e in Siria, provocando la distruzione di decine di ettari coltivati. Le autorità libanesi sostengono che le sostanze utilizzate contenessero concentrazioni molto elevate di glifosato.
Gli eurodeputati richiamano inoltre un rapporto di Human Rights Watch pubblicato a inizio marzo, nel quale viene documentato l’uso di fosforo bianco in aree residenziali del Libano. Sul caso, le Nazioni Unite hanno chiesto l’apertura di un’inchiesta internazionale, mentre il governo libanese ha annunciato la presentazione di una denuncia formale all’Onu.
Nel testo si denuncia una presunta strategia di “terra bruciata” che colpirebbe risorse essenziali per la sopravvivenza della popolazione civile, configurando , secondo i firmatari , una violazione del diritto internazionale umanitario e della sovranità degli Stati interessati, in contrasto con i principi della Carta delle Nazioni Unite.
Nella risposta ufficiale, firmata dall’Alta rappresentante dell’Ue per la politica estera Kaja Kallas a nome della Commissione europea, Bruxelles ribadisce il proprio sostegno al diritto internazionale, al diritto umanitario e alla Convenzione sulle armi chimiche. “L’uso di armi chimiche da parte di chiunque, ovunque e in qualsiasi circostanza costituisce una violazione del diritto internazionale”, si legge nella risposta.
La Commissione ricorda inoltre che l’impiego di erbicidi è disciplinato dalla Convenzione Onu del 1976 sulla modificazione ambientale, che vieta l’uso militare o ostile di tecniche di alterazione ambientale.
Bruxelles conferma poi di aver avviato, con il sostegno della maggioranza degli Stati membri, una revisione del rispetto da parte di Israele degli obblighi previsti dall’articolo 2 dell’Accordo di associazione Ue-Israele, relativo ai diritti umani. Secondo la Commissione, la revisione avrebbe evidenziato “indicazioni” di possibili violazioni da parte israeliana.
A seguito dell’esame, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato un pacchetto di misure che comprende nuove sanzioni rafforzate e una sospensione parziale dell’Accordo di associazione limitatamente ad alcuni aspetti commerciali. Le discussioni tra gli Stati membri in seno al Consiglio europeo sono tuttora in corso.
La Commissione sottolinea inoltre che l’Unione europea ha sospeso la cooperazione bilaterale con Israele, mantenendo però il sostegno alla società civile e allo Yad Vashem, il centro per la memoria dell’Olocausto.
Infine, Bruxelles ha ribadito l’invito a tutti gli attori coinvolti a rispettare pienamente l’unità, l’indipendenza, la sovranità e l’integrità territoriale di Siria e Libano, condannando ogni tentativo di compromettere la stabilità della regione.
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