15 Settembre 2026
Politica

Approvato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica.

Su proposta del ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento Programmatico di Finanza Pubblica (DPFP). Il provvedimento delinea i principali obiettivi di bilancio e sviluppo economico del Paese per i prossimi anni.

Deficit e crescita del PIL.

Lo scenario programmatico conferma il percorso di indebitamento netto già previsto dal Piano strutturale di bilancio (PSB) e ribadito nel Documento di finanza pubblica di aprile: 2,8% nel 2026, 2,6% nel 2027 e 2,3% nel 2028. Per il 2025 il rapporto deficit/PIL è stimato al 3%, con una crescita del PIL limitata allo 0,5%.

Le previsioni indicano un incremento del PIL programmatico pari allo 0,7% nel 2026, allo 0,8% nel 2027 e allo 0,9% nel 2028. Il tasso di crescita tendenziale si mantiene invece stabile allo 0,7% nel 2026 e 2027, salendo allo 0,8% nel 2028.

Difesa e spese militari.

Il documento prevede un aumento delle spese per la difesa pari allo 0,15% nel 2026, allo 0,3% nel 2027 e allo 0,5% nel 2028. L’incremento resta subordinato all’uscita dell’Italia dalla procedura per disavanzo eccessivo, sulla base del profilo di indebitamento definito dal DPFP.

Debito pubblico e superbonus.

Il debito, secondo il nuovo quadro programmatico, si attesterà su valori inferiori a quelli previsti dal PSB, dove era stimato al 137,8% nel 2026. La riduzione dovrebbe iniziare già nel 2027 e portare il rapporto debito/PIL al 136,4% nel 2028, complice la fine dell’impatto del superbonus.

Misure fiscali e fondo sanitario.

La manovra punta a una ricomposizione del prelievo fiscale, riducendo il peso sui redditi da lavoro e garantendo un ulteriore rifinanziamento del Fondo sanitario nazionale. In continuità con gli interventi già varati, saranno introdotte misure per stimolare gli investimenti delle imprese, sostenere la competitività e rafforzare le politiche per la natalità e la conciliazione vita-lavoro.

Entrate e spesa pubblica.

Il finanziamento della manovra si baserà su una combinazione di nuove entrate e di interventi sulla spesa, calibrati anche grazie al monitoraggio dei cronoprogrammi. Le misure si inseriscono nel solco della manovra dello scorso anno, che ha reso strutturali i tagli fiscali sui redditi da lavoro, sostenuto le missioni internazionali, rifinanziato il fondo sanitario e istituito fondi per investimenti e ricostruzione.

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