Apple e Meta nel mirino dell’UE: arrivano le prime sanzioni per violazioni al Digital Markets Act.
Giornata storica per l’attuazione del Digital Markets Act (DMA): la Commissione Europea ha annunciato le prime sanzioni ufficiali nell’ambito della nuova normativa sulla concorrenza digitale, colpendo due giganti del settore. Apple è stata multata per 500 milioni di euro, Meta per 200 milioni, con accuse di violazione delle regole sulla libertà di scelta e protezione dei dati personali degli utenti.
Ma non solo: una delle indagini avviate su Apple è stata chiusa, mentre continua un altro filone grazie alla formalizzazione delle nuove contestazioni preliminari sulle regole di distribuzione alternativa delle app su iOS.
Nel dettaglio, la Commissione ha chiuso l’indagine su Apple relativa all’obbligo di garantire agli utenti piena libertà nella gestione delle app preinstallate, come Safari, e nella scelta delle applicazioni predefinite su iOS. Dopo un “dialogo costruttivo” con l’azienda di Cupertino, Apple ha introdotto modifiche sostanziali, migliorando l’esperienza di selezione del browser predefinito su iPhone tramite una nuova browser choice screen, introducendo una gestione centralizzata delle impostazioni predefinite per app di messaggistica, chiamate, tastiere, gestori di password e traduttori e, infine, estendendo la possibilità di disinstallare app Apple preinstallate, incluso Safari.
La Commissione ha accolto con favore queste misure, che vanno nella direzione richiesta dal DMA, ma ha precisato che il monitoraggio proseguirà per garantire piena conformità nel tempo.
Parallelamente, Bruxelles ha inviato ad Apple una valutazione preliminare di non conformità in merito alla gestione della distribuzione alternativa di app su iOS. Secondo la Commissione, Apple non avrebbe rispettato l’obbligo di permettere store alternativi e il sideloading delle app, come previsto dal DMA.
Le criticità sollevate, nel dettaglio, includono l’introduzione di una “Core Technology Fee” scoraggia gli sviluppatori dal distribuire app fuori dall’App Store. Ancora, requisiti di idoneità “eccessivamente severi” per accedere alla distribuzione alternativa e, infine, procedure “troppo complesse e confuse” per gli utenti che vogliono installare app tramite canali non ufficiali.
Meta, invece, è stata sanzionata per il suo contestato modello pubblicitario “Consent or Pay”, introdotto a marzo 2024. La Commissione ha ritenuto che tale meccanismo, che obbligava gli utenti a scegliere tra accettare il tracciamento dei dati o pagare un abbonamento, non offrisse un’alternativa realmente equivalente e meno invasiva per la privacy.
A novembre 2024 Meta ha proposto un nuovo modello che, secondo l’azienda, utilizza meno dati personali. Bruxelles è attualmente impegnata in una valutazione tecnica dell’efficacia di questo nuovo schema.
La Commissione ha inoltre accolto la richiesta di Meta di rimuovere Facebook Marketplace dal perimetro del DMA, in seguito alla constatazione che nel 2024 la piattaforma ha avuto meno di 10.000 utenti business attivi, soglia sotto la quale non si applicano le obbligazioni da “gatekeeper”.
foto 彭家杰
