10 Luglio 2026
EuropaPolitica

Appalti pubblici UE, il Parlamento europeo chiede una svolta: “Troppe aggiudicazioni dirette”.

A settembre il Parlamento europeo sarà chiamato a votare sulla relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (IMCO), che delinea le priorità per la prossima revisione delle norme comunitarie in materia di appalti pubblici.

Gli appalti pubblici – come indicato in un recente studio di Guillaume Ragonnaud – rappresentano uno strumento cruciale per l’economia europea: attraverso procedure aperte e competitive, le autorità nazionali, regionali e locali acquisiscono lavori, beni e servizi garantendo qualità e buon rapporto prezzo-prestazioni. Ogni anno, oltre 250.000 enti pubblici spendono circa 2 miliardi di euro, pari al 14% del Pil dell’UE. Le regole attuali, basate sulle direttive 2014/23, 2014/24 e 2014/25, mirano ad armonizzare le procedure, ma la Corte dei conti europea ha evidenziato negli ultimi dieci anni una riduzione della concorrenza, con un aumento delle aggiudicazioni dirette, delle offerte uniche e della scarsa partecipazione delle piccole e medie imprese.

La complessità delle procedure, la limitata considerazione di fattori strategici come sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e innovazione, e la scarsa trasparenza nella pubblicazione dei bandi, restano criticità da affrontare. Diverse analisi, tra cui quelle dei governi italiani Draghi e Letta, hanno sottolineato la necessità di modernizzare il sistema.

La relazione IMCO, approvata il 7 luglio 2025 con 34 voti favorevoli, 13 contrari e 2 astensioni, invita la Commissione europea a rivedere il quadro normativo per rafforzare la competitività, promuovere un’economia sostenibile e digitale, e semplificare le procedure sia per le amministrazioni sia per gli offerenti. Il Parlamento chiede inoltre di garantire sicurezza dell’approvvigionamento, posti di lavoro di qualità, elevati standard sociali e ambientali e un accesso più ampio alle PMI. Non manca l’invito a utilizzare gli appalti pubblici anche per stimolare la domanda di prodotti fabbricati nell’UE, rafforzando così la resilienza economica e industriale del continente.

La Commissione europea dovrebbe presentare le proposte di revisione delle direttive nel quarto trimestre del 2026, dopo una valutazione prevista per il terzo trimestre del 2025.